Caro Hellas, fermati Risolvere e ripartire per tornare vincenti

L’Angelo biondo chiede scusa ai tifosi Da quando Barak si è infortunato, la squadra è apparsa meno brillanteIgor Tudor dispiaciuto alla fine del match con la Salernitana  FOTOEXPRESS
L’Angelo biondo chiede scusa ai tifosi Da quando Barak si è infortunato, la squadra è apparsa meno brillanteIgor Tudor dispiaciuto alla fine del match con la Salernitana FOTOEXPRESS
L’Angelo biondo chiede scusa ai tifosi Da quando Barak si è infortunato, la squadra è apparsa meno brillanteIgor Tudor dispiaciuto alla fine del match con la Salernitana  FOTOEXPRESS
L’Angelo biondo chiede scusa ai tifosi Da quando Barak si è infortunato, la squadra è apparsa meno brillanteIgor Tudor dispiaciuto alla fine del match con la Salernitana FOTOEXPRESS

Calma e gesso. Non serve sparare sul Verona, nemmeno su tifosi e società. Bisogna smaltire la botta e ritrovare il giusto equilibrio. Il ko con la Salernitana deve essere metabolizzato e superato. L’Hellas ha calciato in porta in ventiquattro occasioni ed ha collezionato diciassette calci d’angolo. Basterebbero questi numeri per gridare allo scandalo ed invece gli ospiti non hanno rubato nulla. Il Verona non si è mai acceso in realtà o se l’ha fatto non è stato sufficiente. La stanchezza della gara del Picco si è sentita. I gialloblù non avevano la freschezza dei loro rivali ed in più non hanno avuto l’atteggiamento idoneo nell’affrontare una sfida così difficile. Testa e gambe Quando si affrontano incontri come quello con la Salernitana, si rischiano brutte figure. L’avversario con i suoi problemi e la sua classifica deficitaria non ti aiuta. La forza e l’energia bisogna trovarla dentro di sè. I campani poi, non giocando per parecchi giorni, hanno potuto sfruttare quella naturale carica di adrenalina, conseguente ad un lungo stop. A condire tutto, l’arrivo della nuova proprietà. Per molti giocatori, l’ultima chance. Insomma meglio pedalare e cercare di risalire la china, anche se potrebbe essere troppo tardi. Mister Tudor ha ammesso alcune mancanze del suo Verona. Veloso e compagni erano svuotati. In alcuni tratti la gara è stata la più brutta della gestione di Igor. I corollari Che hanno aiutato la sconfitta, sono tre. Non serve addossare la croce a questo o quell’altro, perchè il bilancio è più che positivo. Ma è conveniente andare a fondo di qualche equivoco tattico. Veloso e Ilic, almeno in questo momento che la loro condizione non è al top, non possono giocare insieme. Se il gioco è a due in mezzo, serve un play e un aiuto play. Non è la prima volta che la coppia delude oppure uno oscura l’altro. Ilic si è fatto perfino espellere. Tameze deve sempre essere al suo posto in mediana. Koray Gunter, è al quinto posto assoluto per palloni recuperati da un centrale difensivo. In questa speciale graduatoria è in condominio con gli stopper più noti del campionato da Skriniar a Palomino per intenderci. Il turco se attaccato frontalmente è un muro. Sui lati, però, fatica molto. Lo abbiamo visto in svariate occasioni. Bravo nell’impostare e nel chiudere in mezzo alla difesa ma va coperto ai lati. Ceccherini e Casale avrebbero dovuto stringere di più per aiutarlo. Il fallo di Gunter e il relativo calcio di rigore ha schiodato una partita che, forse, non si sarebbe mai perso. Un silenzio surreale All’inizio soprattutto, la squadra di Tudor ha dovuto fare i conti con lo sciopero del tifo. Nel corso della partita più di un coro ha sostenuto la squadra ma non sono bastati gli incitamenti evergreen del Primo Febbraio. Il club si sta adoperando per risolvere la restrizione a 5000 ingressi voluta dalla Lega Calcio. E l’impressione, valutando anche le decisioni del recente passato, è che non decidano le istituzioni ma venga lasciato libero arbitro alle singole società. Detto questo è interessante sposare il pensiero dell’infettivologo Matteo Bassetti, grande appassionato di calcio. «Gli stadi sono sicuri» ha detto il medico impegnato in prima linea contro il Covid. Un errore, le restrizioni negli impianti per l’infettivologo, nei confronti della campagna vaccinale. Si sono portati gli appassionati a vaccinarsi, facendo capire loro che così si sarebbero protetti e avrebbero potuti andare allo stadio, un luogo sacro. Togliendo questa possibilità, si rischia di installare in qualcuno il dubbio che non sia servito a nulla vaccinarsi. Difficile dargli torto. Obiettivo Sasòl È iniziata una nuova settimana. La testa è già rivolta al Mapei Stadium. L’Hellas sarà sola con i propri pensieri. Nessun tifoso per le nuove normative potrà essere sugli spalti. Da quella gara tutti si aspettano molto perchè la posizione di classifica è più che tranquilla ma avvicinarsi all’obiettivo è molto importante. •.

Gianluca Tavellin