Caro Hellas, ascolta la piazza «Si va in Europa. Con Juric»

Ivan Juric Osserva i suoi ragazzi in allenamento
Ivan Juric Osserva i suoi ragazzi in allenamento

Il centro storico è come apparirà il Bentegodi in Verona-Cagliari. Se ai calciatori mancheranno i tifosi, alla città mancano, per ora, i turisti. Il caldo non scoraggia un “montanaro“ come Domenico Volpati, pizzicato poco dopo mezzogiorno, in quello che un tempo era il «Bar dell’Ammiraglio». A vederlo sembra lo stilista americano Ralph Lauren, anche perchè in splendida compagnia. «Non scherziamo» racconta il jolly dello scudetto gialloblù, «è mia figlia Anna. Se il Verona può andare in Europa? Certo. È la squadra che assomiglia di più alla mia del 1982/’83». Verona da Europa League, Juric resterà e giusto ripartire senza pubblico? Eccole qui le altre domande che abbiamo rivolto ad un campione di veronesi. Dall’ex calciatore, al tifoso più acceso, a chi vive il Verona in una dimensione più serena. «Mi dispiacerebbe se Juric andasse via» racconta Volpati, «forse gli farebbe bene un altro anno in provincia. Il pubblico è un handycap ma i calciatori sanno cosa fare». Nicolò Bonetti punta subito l’indice sulla mancanza di pubblico: «Ma che calcio è? Pazzesco. Mi auguro che il Verona non ne risenta. Con la spinta dei tifosi si potrebbe raggiungere l’Europa League. Juric? Deve restare e mi auguro che la società confermi un bel po’ di calciatori». Più fatalista Stefano Sbardellini. «Credo che Juric se ne andrà. Le sirene cominciano ad essere troppe. Ed è una tragedia, perchè ha riportato la gente allo stadio e nuovamente vicino al club. La squadra per quello che ha fatto vedere finora merita l’Europa. Il pallone non avrebbe dovuto ricominciare. L’ultima parte romantica del calcio sono i tifosi, senza quelli non doveva ripartire nulla». Determinata sulle stesse frequenze Elisabetta Gaspari. «Sono pronta a tutto pur di andare allo stadio. Anche a mettermi tuta, guanti e maschera se serve ma devono farci sostenere il nostro Verona. Juric? Non deve andarsene, punto e basta. Lui ci porterà in Europa e ci dovrà guidare ancora. Il mister e Pessina devono rimanere». Donne molto decise, come la supertifosa Federica Ruffo. «Senza spettatori, il calcio non può funzionare. Se si riapre con le giuste precauzioni bisogna lasciare entrare anche gli spettatori. L’importante è salvarsi, poi penseremo ad altro». Il trio femminile si chiude con Lorena Silvia Braga, che però va controcorrente: «Dispiace per il pubblico» dice, «però sarebbe dura controllare migliaia di persone e quindi accettiamo questa soluzione. Sono convinta che mister Juric alla fine rimarrà e ci regalerà altre vittorie importanti. Sarebbe fantastico centrare l’Europa League. I gialloblù hanno fatto tanto e sono convinto che con un ulteriore sforzo si possa arrivare anche a questo traguardo». Chi non spreca tempo e va di sintesi è Giuseppe Carbonari. Un passato da calciatore e da tempo, apprezzato negoziante in Vicolo Balena. «Juric» dice, «ha costruito una macchina perfetta. Non so se andrà ma ci sono tanti club su di lui. Il calcio prova a ripartire ma i tifosi sono una parte importante dello stesso. L’Europa? Pensiamo a salvarci». Per Alberto Lomastro storico tifoso gialloblù e anima del Centro coordinamento la mancanza dei veronesi allo stadio sarà un handycap per il Verona. «Con tutti i Butei a spingere, la squadra rende almeno un 30% in più. Capisco la necessità di ripartire ma ci vorrebbe più rispetto per il tifoso. Arrivare in Europa? Magari ma è molto difficile. Bisogna restare con i piedi ben saldi a terra perchè iniziare un altro campionato. Francamente non so che cosa farà Juric. Voglio pensare che lui abbia della riconoscenza verso chi l’ha aiutato a tornare quel grande mister che è ». Abbarbicato sulla sua bici, l’ultimo a commentare è Alessandro Magagnotti. «Borini e compagni hanno dimostrato di essere all’altezza. Per me l’Europa è quasi certa. Sul futuro di Juric toccherà a Setti pronunciarsi. Se riconfermerà Pessina e qualcun altro, dando a Juric una squadra competitiva, il mister potrebbe rimanere. Ho una grande voglia di Hellas ma il calcio senza pubblico non è calcio». •

Gianluca Tavellin