Capitan Veloso alza il tiro «Diteci cosa dobbiamo fare»

Ivan Juric  accanto il suo playmaker Miguel Veloso FOTOEXPRESS
Ivan Juric accanto il suo playmaker Miguel Veloso FOTOEXPRESS

«Dobbiamo allenarci, non capisco perchè in un parco io posso andare a correre con Faraoni ma al nostro centro sportivo a Peschiera no». Eccolo qui la critica sensata di capitan Miguel Veloso, che più di tutti in casa Hellas sta risentendo del lockdown ma soprattutto della mancanza di uniformità delle decisioni di governo e istituzioni sportive. «Ero pure squalificato e a Genova non sceso in campo. Ma al di là di questo la cosa che più mi preme è la mancanza di organizzazione, di cose precise. Perchè non ci danno un limite? Perchè non tirano fuori una data? Entro il giorno stabilito o si riprende...». O si chiude il campionato verrebbe da dire, seguendo le parole sensate di Veloso. In Inghilterra ad esempio la situazione è diversa. «Il mio grande amico» rivela il portoghese, «Pedro Pereira del Bristol, serie B inglese, si allena già con la squadra. Giocatori distribuiti su vari campi ad orari diversi. Il tutto ripartirà credo il 16 maggio. Una cosa che potremmo fare benissimo a Peschiera». Difficile contraddire il capitano gialloblù, che precisa e puntualizza il minimo comun denominatore di tutte le persone: «Prima la salute, questa è una pandemia. Una situazione bruttissima. Medici e altri stanno facendo il massimo e poi tanti morti, troppi. Però devono dirci qualcosa per noi e per le nostre famiglie. Ora» prosegue Veloso, «se siamo organizzati si può ripartire in sicurezza. Basta stabilire orari e corse individuali». LA VITA AL TEMPO DEL VIRUS. Il portoghese l’ha passata tra libri, serie tv e...«e tanto, tantissimo allenamento. Sono dimagrito, giuro. A volte mi è capitato di fare anche qualche esercizio alla sera per poi addormentarmi. E poi c’è la nostra chat tra giocatori, con il mister e tutto lo staff. Mi dispiace per Lazovic o Bocchetti che non possono ancora riabbracciare la propria famiglia, perché in un altro paese. Capisco che per loro è una prova molto dura». Nessuno del Verona, a quanto pare, è scappato. «No, sono contento di ricevere questa domanda», racconta Veloso. «Noi siamo rimasti tutti qui a Verona e ora vorremmo almeno poterci allenare, per un discorso di testa oltre che di gambe. E poi, una volta per tutte, che ci dicano se si gioca o non si gioca, almeno sappiamo che direzione prendere noi e la società». ANCORA HELLAS. È vero che Veloso può restare anche l’anno prossimo? «Ne abbiamo parlato con D’Amico e la società prima che scoppiasse tutto», conferma il regista portighese. «Io sarei ben disposto loro pure. Juric? Del suo futuro parlate con lui..». Veloso non trattiene la risata. Certo l’allenatore croato ha offerte ma la riconferma del suo regista potrebbe essere un bel segnale che, dopo lo Tsunami coronavirus, tutto o quasi resterebbe invariato all’Hellas. IL TAGLIO DEGLI STIPENDI. Non c’è unità d’intenti fra governo e regioni, figurarsi all’interno del mondo del calcio, dove da anni il dio denaro la fa da padrone. Club di serie A più o meno in difficoltà che vorrebbero chiudere tutto per non pagare gli emolumenti, contratti futuri di sponsorizzazioni e diritti televisivi e chi più ne ha, ne metta. «Trovata la cura, sconfitto il virus e raggiunto l’accordo di ripartire o rimandare all’anno prossimo» racconta Veloso, «potremmo capire e valutare. Ma ora queste cose sono premature. Certo che viviamo la realtà di gente che ha perso parenti, lavoro e che non sa come andare avanti. È dura ma devono darci delle direttive. Rimettetici in moto». VERONA IN EUROPA? Ad oggi sembrano veramente poche le possibilità che il calcio possa ripartire. Cosi facendo, il Verona potrebbe addirittura fare i preliminari di Europa League. «Sarebbe bello» chiude Miguel Veloso, «si tratterebbe di un premio al nostro grande campionato. Per me e per altri miei compagni è stata una rivincita, mentre per i giovani il torneo della svolta. Chissà cosa decideranno. L’importante però è sapere ed avere un termine per chiudere o ripartire». •

Gianluca Tavellin