Alle 18.30 al Bentegodi

C’è l’Hellas in campo per il film del lunedì: «Fuga dall’Empoli»

Vincendo Veloso e compagni staccherebbero in classifica i toscani
Sulle orme di Toni  i tifosi veronesi si augurano che Simeone ripercorra le tappe del «vice sindaco»FOTOEXPRESS
Sulle orme di Toni i tifosi veronesi si augurano che Simeone ripercorra le tappe del «vice sindaco»FOTOEXPRESS
Sulle orme di Toni  i tifosi veronesi si augurano che Simeone ripercorra le tappe del «vice sindaco»FOTOEXPRESS
Sulle orme di Toni i tifosi veronesi si augurano che Simeone ripercorra le tappe del «vice sindaco»FOTOEXPRESS

•• Il film del lunedì sera è salvo. L’orario delle 18,30 aiuta e non poco, soprattutto per la serenità di coppia. Per chi resterà sul divano, potrà gustarsi la sfida tra due splendide realtà del calcio italiano. Verona e Empoli. E poi tuffarsi nel film del lunedì sera. La speranza è che, al Bentegodi, le parti più belle vengano assegnate a Caprari e compagni. Relegare Henderson e soci al ruolo di comprimari, per una volta tanto può starci. Potrebbe chiamarsi «Fuga dall’Empoli», la pellicola di questa sera. A Tudor, magari, piacciono più le serie e per questo sarebbe davvero positivo allungare quella dei suoi ragazzi.

Scontro diretto. Caso strano, il Verona ha strapazzato Roma, Lazio e Juve; fermato il Napoli, dimostrando una certa qualità globale. Ha travolto lo Spezia ma servirebbe un altro successo contro una rivale. C’era andato vicinissimo all’Arechi e a Marassi. Salernitana e Genoa però, non furono molto accondiscendenti. Ma quello era il primissimo Verona di Tudor, con poca benzina nelle gambe ed un po’ disorientato dal verbo calcistico di Di Francesco. In realtà pochi i gialloblù che erano riusciti a coniugarlo.

Battere il ferro. La filosofia degli ultimi due anni, ci porta a pensare che l’Hellas farà di tutto per battere l’outsider di questa serie A. Un Dna pronunciato e voluto dalla società. Setti e D’Amico avevano provato la filosofia di Grosso. Un tiki taka che non produsse grandi benefici. Con «Sant’Alfredo» Aglietti giunse la massima serie. Meglio far battaglia uno contro uno e grazie alla lucida follia di Juric e alle intuizioni di D’Amico, tutto il club ne trasse giovamento. Tudor ha allargato il solco già esistente, sfruttando al meglio un potenziale offensivo superlativo. «Ho degli ottimi giocatori» ha detto Igor, «mi aspetto facciano quello che abbiamo provato». Poche parole come del resto sono le catene delle sua squadra o i tagli dentro e fuori. Il gioco dell’Hellas piace a tutti, perchè è razzente come un vino di qualità. Tudor ha riportato l’uomo al centro del progetto tattico. E cioè palla a Barak o a Caprari e vai col tango.

 

Il ritorno di Darko A meno di sorprese dell’ultima ora Lazovic sarà in campo
Il ritorno di Darko A meno di sorprese dell’ultima ora Lazovic sarà in campo

 

Se poi volete metterci il «piccolo Lewandowski», che tira e coglie il sette come fosse un cecchino di Stalin, il gioco è fatto. E sì perchè Giovanni Simeone, in arte Cholito, è un’iradiddio. Segnasse ancora, raggiungerebbe a quota 10 in testa alla classifica dei marcatori, Immobile e Vlahovic. Comunque il film prodotto da Setti, sceneggiato da D’Amico con la regia di Tudor piace pure al gentil sesso. Nessun bisticcio per avere il telecomando stasera. Certi gol valgono più di un primo piano di Brad Pitt. I gialloblù divertono. Dal cambio del mister, l’Hellas realizza due reti in più rispetto a qualsiasi altra squadra. E sono 22.

Non arrivate in ritardo. L’importante per gli appassionati è non giungere dopo il fischio di inizio al Bentegodi o collegarsi con qualche minuto di ritardo alla pay tv. Verona e Empoli sono le due formazioni della A, che segnano di più nel primo quarto d’ora di gioco. Hellas 9 e Empoli 5 centri. Entrambe tirano molto ma Caprari e compagni con il 51,6% di conclusioni nello specchio della porta avversaria, sono secondi solo alla Lazio che ha una percentuale del 57,8%.

L’undici di partenza. Certo il ritorno di Darko Lazovic sulla sinistra con Casale alle sue spalle. Al di là del fumo della pretattica, i gialloblù dovrebbero giocare con lo stesso undici di Napoli. Montipò con Dawidowicz, Gunter e Casale davanti. I quattro di metà campo: Faraoni, Tameze, Veloso e Lazovic. A suggerire Simeone l’angelo biondo Barak e il putto scuro Caprari. Il resto, si spera, sarà il solito.

 

Gianluca Tavellin