L’INTERVISTA

Bonimba esalta Simeone: «Ha il mio fiuto del gol»

Giovanni Simeone, nove gol con l’Hellas (Fotoexpress)
Giovanni Simeone, nove gol con l’Hellas (Fotoexpress)
Giovanni Simeone, nove gol con l’Hellas (Fotoexpress)
Giovanni Simeone, nove gol con l’Hellas (Fotoexpress)

Tanti auguri Bonimba. Settantotto candeline ieri per Roberto Boninsegna. Uno da trecento reti in carriera. Di testa, di stile, di potenza, di rabbia. Da dentro e da fuori. Pure una parentesi all’Hellas. Diciotto presenze e quattro reti in B. L’uomo giusto per raccontare l’uomo del momento.

 

Boninsegna, perchè Simeone è esploso?

«Ha trovato fiducia, ha trovato la squadra, ha scoperto che un sano egoismo aiuta a trovare la chiave di accesso alla tua felicità. Quello che tocca diventa oro. Adesso non si ferma più. Giusto che calci, che ci provi sempre. Simeone non era bomber. Sta imparando a capire cosa vuol dire esserlo. Gioca un po’ più per se stesso. E questo aiuta tutti».

 

Merita la Nazionale argentina. Ma oggi ha davanti mostri sacri

«Uno così servirebbe a... Mancini. L’Italia, in questo momento, è carente di attaccanti. E si è visto nella partita pareggiata contro la Svizzera. Non c’è uno come Simeone tra gli azzurri. Belotti non è in spolvero. Resta Immobile (infortunato per le due sfide decisive verso il Mondiale ndr), che segna molto, però, lontano dalla Nazionale. Ai miei tempi c’eravamo io, Pulici, Graziani, Riva, Anastasi, Chinaglia».

 

Eppure in campionato le stelle d’Italia non sembrano mancare

«Sì, ma poi le caratteristiche di ogni giocatore vengono esaltate dai compagni che ha vicino. E non sempre è semplice mantenere inalterati gli equilibri tra nazionale e club».

 

Il miglior attaccante italiano del momento?

«Resta Immobile. In queste ultime stagioni si è espresso ad altissimi livelli. Il problema è che, a oggi, il nuovo Immobile lo stanno ancora cercando. Speriamo nei giovani».

 

Scamacca e Raspadori sono la risposta di Mancini. Ride

«Simeone sarebbe la risposta giusta. Conosce la serie A, l’ha vissuta, l’ha capita, ha fatto i suoi gol. Ma oggi Simeone può goderselo solo il Verona».

 

Evitando paragoni scomodi, a chi assomiglia oggi il Cholito?

«Devo pescare nel passato? Penso a Chiarugi. Un’ala veloce, imprevedibile. Ma Simeone è anche più potente. Entra dentro il gioco, si prende la sua parte. Chiarugi saltava uomini. Simeone sa farsi trovare ancora più pronto alla battuta. Efficace nei suoi spazi. Esagerando, rivedo in lui alcune cose di Riva. Ma Gigi era Gigi. Una potenza unica».

 

Simeone ha qualcosa di Boninsegna?

«Di sicuro ha il fiuto del gol. Io ero uomo d’area, lui parte un po’ più da lontano. Poi lui dal largo si inserisce. Io ero geometrico. Quando la palla arrivava in area, era mia. Ma è una dote di natura. E anche Simeone sta dimostrando di saper farsi trovare al posto giusto nel momento giusto».

 

La migliore qualità di Simeone?

«La lucidità. Non sbaglia nulla davanti alla porta. Forse lo aiuta anche il momento. Ma vive uno stato di forma fisica e mentale che è straordinario».

 

Il campionato è sospeso. La Nazionale domani si gioca l’accesso al Mondiale in Irlanda del Nord. Paura di non farcela?

«Il momento è delicato. All’Italia non è ancora passata la sbornia da vittoria dell’Europeo. E contro la Svizzera sono emerse tante difficoltà. Purtroppo, quando manca Chiellini, un gol lo becchi sempre. Bastasse un pareggio, ma non è così, a Belfast, starei più tranquillo. Ma sarà partita durissima. Ma poi...».

 

Cosa?

«Perchè far calciare ancora il rigore a Jorginho? Bisognava cambiare. Non ci si arriva al terzo errore di fila. Questo sbaglio potrebbe costare un Mondiale. C’è un primo tiratore, un secondo, un terzo. Bisogna essere lucidi nella scelta quando il momento è delicato. Sia inteso: non cerco colpevoli. Andava fatta una scelta diversa».

Simone Antolini