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L’amarcord di mezzo secolo fa

Bobby Charlton, brividi al Bentegodi con l'Hellas di Garonzi: «Campione e vero signore»

La famosa amichevole del '73 e il ricordo di due rivali della stella inglese, scomparsa sabato 21 ottobre: Fagni firmò la rete scaligera
Lo scatto - Saverio Garonzi e Bobby Charlton prima dell'incontro del 2 maggio 1973 (ARCHIVIO L'ARENA)
Lo scatto - Saverio Garonzi e Bobby Charlton prima dell'incontro del 2 maggio 1973 (ARCHIVIO L'ARENA)
Lo scatto - Saverio Garonzi e Bobby Charlton prima dell'incontro del 2 maggio 1973 (ARCHIVIO L'ARENA)
Lo scatto - Saverio Garonzi e Bobby Charlton prima dell'incontro del 2 maggio 1973 (ARCHIVIO L'ARENA)

Il gagliardetto del Manchester United ha resistito a mille traslochi ed è in via Olanda nella sede gialloblù. Rideva Saverio Garonzi, che aveva il Bentegodi pieno. Sarebbe impensabile oggi che un giocatore come Bobby Charlton, un Benzema moderno, tanto per dire, termini la propria carriera giocando un incontro dell'Anglo Italiano, in casa della provinciale Verona.

Il 2 maggio del 1973 invece, accadde proprio questo. «Ero emozionato venivo dalla serie D».

Gol nel giorno dell'addio di Charlton

Toscanaccio pistoiese, voce squillante, in campo veloce, fin troppo. Giuseppe Fagni è colui che ha fatto gol allo United nel giorno dell'addio al calcio di Sir Bobby Charlton.

«Ho i brividi», racconta Fagni. «Giocavo nel Montebelluna. All'epoca si poteva in quel torneo avere un prestito. Segnavo tanto ma Dio bono dalla serie D alla serie A, capite bene. Insomma gioco in avanti. Loro di un altro pianeta come se il Verona giocasse oggi contro il City o il Real Madrid. I gialloblù mi avevano acquistato. Charlton ci fece due gol. Niente, a poco dalla fine cross sul primo palo e io in tuffo di testa feci gol. Com'era Charlton? Un professionista esemplare. Avrebbe potuto far meno in quella gara ed invece oltre alla doppietta giocò come fosse un incontro di campionato».

Fagni ebbe fortuna alterna in gialloblù. «Esatto», commenta l'ex punta, «in quella stagione si infortunarono prima Zigoni e poi Luppi. Fatto sta, che Cadè mi fece giocare da solo in attacco. Pace era a fine carriera e Castronovo se la giocava con me. Ma il salto fu enorme per me».

A incrociare ogni tanto Sir Bobby Charlton, deceduto sabato, in campo c'era pure Enzo Monaldi che ai più dirà poco. Farlo parlare è esercizio assai duro. «Ma non c'entro nulla», racconta oggi, l'allora ventenne. «Loro altro pianeta e Charlton mi fece un finta che mi mandò attaccato ai tabelloni della pubblicità Fiat Garonzi».

Altro calcio. «Andammo a giocare pure col Crystal Palace», aggiunge. «Furono esperienze indimenticabili. Ma io ero solo una riserva».

Nella semplicità di questo carneade del calcio professionistico e nella maestosità di Sir Bobby Charlton, l'opposto in campo e nella vita di George Best, sono racchiusi tutti i valori dell'epoca.

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Gianluca Tavellin

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