«Arrabbiati e fiduciosi Ora serve il trequartista»

Gabriele Cioffi parla con Alessandro Cortinovis, che ha giocato nel finale al posto di Tameze FOTOEXPRESS
Gabriele Cioffi parla con Alessandro Cortinovis, che ha giocato nel finale al posto di Tameze FOTOEXPRESS
Gabriele Cioffi parla con Alessandro Cortinovis, che ha giocato nel finale al posto di Tameze FOTOEXPRESS
Gabriele Cioffi parla con Alessandro Cortinovis, che ha giocato nel finale al posto di Tameze FOTOEXPRESS

Cioffi è soddisfatto a metà «perché ci è mancato solo un pallone dentro per fare un altro punto. È un risultato che ci penalizza», spiega in conferenza stampa. Rammarico, quindi, ma anche orgoglio e soddisfazione perché il Verona ha giocato ancor meglio che con il Bologna contro un avversario decisamente più forte. «Un netto passo avanti, è vero», conferma. «Siamo stati più propositivi e più veloci nelle giocate. Per questo mi sento arrabbiato, perché meritavamo un risultato positivo». Buona prestazione ottenuta, tra l’altro, contro una squadra forte e con una miriade di volti nuovi in campo. «Hien ha praticamente firmato venerdì notte, ha fatto la rifinitura e l’ho buttato in campo», spiega Cioffi. «Abbiamo fatto debuttare Doig, che ha grandi doti e si farà vedere in questo campionato perché è un ottimo crossatore e un ottimo finalizzatore, e Cortinovis, che si è mosso bene sulla trequarti con un paio di palle interessanti. E, poi, i miei complimenti ai due baby, Coppola e Terracciano, grande gara la loro». Due classe 2003 che promettono benissimo. Per Filippo, figlio di papà Antonio, era il debutto dal primo minuto. «In Inghilterra si dice good enough, old enough. Che tradotto, significa più o meno che se sei bravo non conta l’età. Lui lo è. Gli ho chiesto di entrare spesso nel vivo dell’azione e l’ha fatto, così come Diego». Promossi, come tutto l’Hellas, ad eccezione di quella sbavatura che è costata la gara. Gasperini attinge da una panchina super, mette Muriel ed Ederson, passa al 4-2-3-1 e il Verona perde le misure per cinque minuti. A Koopmeiners bastano. Però io non sono d’accordo», puntualizza al proposito Cioffi. «Noi ce ne siamo accorti eccome del cambio di modulo. Eravamo anche ben posizionati, in generale. Sul gol, la colpa è di un eccesso di generosità che ha portato ad un raddoppio in una zona di campo lasciandone sguarnita un’altra. Ai ragazzi posso solo dire bravi. Dobbiamo essere arrabbiati per il risultato, ma fiduciosi per il calcio espresso». Sintesi giusta. Peccato per la traversa colpita in pieno da Lazovic e per l’assalto alla porta di Musso che non ha dato frutti. «La squadra ha ritrovato le sue certezze pressando qualche metro più avanti, del resto mi pagano per aiutare il Verona», sorride dando l’impressione di aver trovato la via giusta da seguire. Sarà paradossale, ma questa sconfitta dà ancor più fiducia e certezze che il pareggio ottenuto al Dall’Ara. «Beh, si è visto dalla prestazione», conferma il mister. Da sistemare, però, ce ne sono ancora di cose. Pure parecchie. Servirebbe un po’ più di qualità nell’ultimo passaggio ad esempio, un trequartista di valore. Un Ilicic, tanto per non fare nomi. «Quello è il prossimo step che dobbiamo fare, me lo aspetto dal mercato», ammette Cioffi con un sorriso che è un messaggio diretto alla società. Intanto, il pensiero va già alla sfida di Empoli in programma mercoledì sera. «Sono contento che ci sia subito una partita importante come quella a stretto giro di posta», rilancia il tecnico immaginando di sfruttare lo slancio mostrato dalla sua squadra. Al Castellani sarà il primo vero scontro diretto della stagione. Il primo esame per una squadra che ora punta con più convinzione alla salvezza. •.

Davide Cailotto