Affondati

GENOVA Genova per loro, ancora una volta. La Samp batte per 3 a 1 l’Hellas. Per la squadra di Ranieri sei punti su sei contro il Verona in questo campionato. Juric concede un altro turno di riposo a Tameze. Dentro Sturaro al suo posto e Barak arretrato per l’indisponibilità di Veloso. Salcedo prende il posto del ceco a fianco di Zaccagni con Lasagna unica punta. Dietro c’è il rientro di Gunter con Dawidowicz e Dimarco davanti a Silvestri. Fischia l’abruzzese Dionisi ed i gialloblù diventano padroni del campo. Se possibile ancor meglio che a Cagliari. Parte benissimo Zaccagni sulla sinistra ed anche Lasagna è molto ispirato. Lucida la regia di Barak, con Faraoni e Lazovic che trottano sulle corsie esterne. L’Hellas frequenta fin da subito l’area di rigore blucerchiata, anche se il gol arriva da palla inattiva. Il capolavoro con punizione a giro sopra la barriera è di Lazovic. Una perla che porta in vantaggio la squadra di Juric. La Samp sembra incapace di reagire mentre il Verona gioca un bel calcio arioso. I gialloblù sfiorano il raddoppio con Dawidowicz, Zaccagni e Salcedo sempre di testa ma sono numerosi i contropiede degli scaligeri che non vanno a buon fine. RIMONTA SAMP. Ranieri mette dentro gente come Candreva, Keita e Gabbiadini. Così giusto per gradire. Sulla destra l’ex Inter imperversa e dal suo piede parte la riscossa blucerchiata. Il suo assist viene bucato da Keita ma non da Jankto. L’Hellas giochicchia e la Doria non scherza. Ad agevolare il compito per i padroni di casa ci si mettono Tameze e Silvestri. Il primo commette un’ingenuità regalando un rigore (gol di Gabbiadini), il secondo uscendo a vuoto(rete di Thorsby). Juric nel frattempo cambia qualcosa dalla panchina ma le sostituzioni, tardive, non influiscono sull’esito dell’incontro. Nel finale ci sono un paio di palloni buoni per Lazovic e Dawidowicz ma i gialloblù raccolgono solo un palo e qualche applauso dalla panchina. Arriva così la sesta sconfitta lontano dal Bentegodi, la dodicesima complessiva. Da padroni assoluti del campo a comparse in una partita che la Doria si è ritrovata in mano senza troppa fatica. D’accordo i cambi di qualità di Ranieri - Keita Balde, Gabbiadini e Candreva - ma sono ingiustificabili certe dormite collettive. Gli errori li hanno commessi Tameze e Silvestri ma nessuno è andato ad aiutarli. Ecco che è venuto a mancare quello che era il marchio di fabbrica del Verona di Juric. O meglio lo si è visto per lunghi tratti nel primo tempo ma non nella ripresa. Senza l’insieme il Verona avrebbe una classifica deficitaria. È questo che va recuperato per non rovinare tutto. I tifosi, nel sondaggio fatto da L’Arena la settimana scorsa, pur riconoscendo i meriti da parte di tutti appaiono un po’ disorientati dalle continue uscite del mister. Forse è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza, per non trascinarsi da qui a fine stagione con prestazioni a metà come quella di Genova. Le riflessioni e gli interventi a chi di dovere. Solo per non offuscare un altro torneo da protagonisti. •

Gianluca Tavellin

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