Impresa del veronese a Roubaix

Elia Viviani, un finale strepitoso: suo il bronzo nell’omnium

Viviani sul podio
Viviani sul podio
Viviani sul podio
Viviani sul podio

•• Con un finale strepitoso e la vittoria nell’ultimo sprint a punteggio doppio della corsa a punti, Elia Viviani ha conquistato la medaglia di bronzo nell’omnium al Mondiale di Roubaix. Come ai Giochi di Tokyo aveva trovato in Walls un avversario imbattibile, al velodromo dedicato a Jean Stablinski c’è stato un altro inglese, il ventitrenne Ethan Hayter ad esercitare una netta superiorità, autentico dominatore della multigara. Hayter può essere paragonato a Elia per come sa coniugare l’attività su strada (ha vinto nove volte nel 2021) e su pista e sarà suo compagno di squadra nel 2022 all’Ineos.

Viviani aggiunge la medaglia di bronzo a quella vinta nel 2015 a St Quentin en Yvelines (dove si disputerà il Mondiale 2022) quando tutto sembrava perduto. Elia ha cominciato la decisiva corsa a punti, quarta prova dell’omnium, al sesto posto con un divario di 12 punti nei confronti del terzo, il portoghese Leitao, mentre apparivano già irraggiungibili Hayter e il neozelandese Gate. L’ultimo gradino del podio, insomma, era il massimo risultato raggiungibile. Dopo aver vinto scratch e tempo race, Hayter ha cominciato da padrone anche la corsa a punti, aggiudicandosi il primo sprint davanti a Elia e anche il secondo. Insomma, ha messo subito in cassaforte la maglia iridata, mentre Leitao aumentava il suo vantaggio su Viviani.

Un attacco dell’azzurro si è subito esaurito, Hayter ha continuato a fare corsa a sé e la situazione per Elia si aggrava quando va all’attacco lo spagnolo Martorell Haga. Viviani scivola al 7° posto, ma prepara il gran finale. Va a guadagnarsi un giro che vale 20 punti e il quarto posto. Forse in quel frangente avrebbe fatto bene a rientrare dopo sul gruppo per prendere punti nello sprint (nel caso sarebbe stato, forse, argento). A quel punto, però, con soli tre sprint a disposizione, restavano 8 punti da recuperare a Leitao, terzo, senza dimenticare Martorell Haga due punti avanti a Elia.

Al terzultimo sprint, Viviani prende un punto, ma scende a meno 3 da Martorell. Mentre Hayter va via da solo a conquistare un secondo giro, Viviani vince la volata per il secondo posto, ma Leitao è subito dietro, ancora sei punti avanti in classifica. A quel punto, il bronzo per Elia è possibile solo vincendo l’ultima volata a punteggio doppio, sperando che Leitao si piazzi dal qiartp posto in poi (oppure giungendo secondo e Leitao oltre il quarto posto). Martorell tenta un ultimo attacco, ma Viviani non si fa sorprendere, fa una gran volata e balza al terzo posto.

Se si pensa che a 40 giri dalla fine, Elia era a 30 punti dal bronzo, si capisce come siano state grandi l’impresa dell’olimpionico e le emozioni trasmesse. Ha calcolato con freddezza e alla perfezione cosa c’era bisogno per salire sul podio (Hayter 180 punti, Gate 124, Viviani 121). Viviani, dopo un promettente terzo posto nella gara d’apertura, lo scratch alle spalle di Hayter e Gate, aveva corso una tempo race senza conquistare punti, chiudendo all’ottava posto e perdendo una posizione in classifica. Poi è arrivata la delusione nell’eliminazione, gara che raramente Elia sbaglia, con l’uscita di scena quando erano rimasti in nove.

Viviani si era fatto sorprendere basso, all’interno (lui che ha insegnato a tutti come si corre questa gara, quasi sempre all’esterno per non correre troppi rischi). Viviani ha avuto una reazione dal campione che è, confermandosi, dopo Tokyo, ancora tra i migliori al mondo nella specialità. Alla vigilia, sognava la maglia iridata che ancora gli manca, ma ha voluto fortemente salire sul podio. «Era giusto e doveroso», spiega, «provare tutto per salire sul podio. Per la vittoria, dobbiamo ancora lavorare e questo risultato è, per me, un punto di partenza per il prossimo quadriennio». Oggi darà tutto sé stesso proprio nell’eliminazione, la gara che conclude il meeting iridato (alle 16.39), mentre Michele Scartezzini lo sostituirà nella madison (14.57) in coppia con Consonni.•.

Renzo Puliero