X Factor

X Factor, il terzo pari di fila. Un’illusione che dura lo spazio di otto minuti. Garritano manda avanti il Chievo. Poi Valoti lo riprende. Succede tutto nel cuore della ripresa. Pareggio senza scatti con la Spal. Un punticino che magari alla fine dei giochi potrebbe anche risultare pesante. Il Chievo ha avuto impatto felice ma poi ha subito il ritorno dell’avversario. Ha rischiato di vincerla, poteva pure perderla. Discontinuo dentro ad una gara scivolosa ed in salita. La corsa ai play off esige cuore forte e grande attenzione. Il 4-4-2 di Aglietti è fatto di ampiezza, destrezza e intensità. La Spal, gravata dalle assenze, viaggia senza punte dentro ad un 3-5-1-1 che sposa la filosofia dell’attesa e ripartenza. Canotto è ancora “multi ruolo“, Aglio lo manda a supporto di Djordjevic. I primi venti minuti regalano un monologo del Chievo. Possesso di palla, gestione del ritmo, buona verticalità in costruzione. La banda mancina spesso e volentieri scelta come zona di costruzione d’attacco. La Spal arretra, si chiude a riccio, prova a ripartire. Rischia qualcosa, ma non troppo. Il Chievo colleziona angoli, usa atletismo ma non punge fino in fondo. Berisha si esibisce in tuffo spettacolare su Canotto. Poi è stallo, con i ferraresi che prendono le misure alla gara, s’alzano, sporcano traiettorie e provano pure a spingersi più in là. Non è più dominio Chievo. La Spal spinge sul lato di destra e manda un paio di avvisi di chiamata a Semper. Che vigila, senza rischiare. La squadra di Rastelli diventa aggressiva sul recupero palla, gioca verticale, danza spesso sul filo del fuorigioco e crea pericolo. Su tutti, un diagonale di Strefezza che attraversa tutta la porta, per finire la sua corsa sul fondo. Ripresa di illusione e sofferenza. Perchè il Chievo la sblocca su giocata di Canotto e rigore di Garritano. Ma subito dopo viene assorbito dal ritorno della Spal. I gialloblù vengono assaltati, spinti dietro. Vanno in sofferenza negli “uno contro uno“ e pure sulle palle inattive. Ed è proprio su giocata da palla da fermo che Valoti trova il pari staccando in volo libero in area. E da lì in avanti si soffre per davvero. La Spal si prende tutta l’ampiezza che le serve, riempie la metà campo avversaria, alza il ritmo, presidia la trequarti scaligera e trova una cattiveria agonistica che difetta ai ragazzi di Aglietti, visibilmente contrariato. Girandola di cambi. Aglio rivede l’attacco: dentro Fabbro e De Luca per Canotto e Djordjevic. La Spal dimostra di avere più gamba. Il Chievo non trova più profondità, non crea tensione a Berisha. Deve pensare più a difendere che a costruire. Non cambia passo. Estemporanea la giocata di Di Gaudio che manda De Luca davanti a Berisha (l’attaccante perde il tempo). La Spal controlla, toglie i tempi di gioco al Chievo, crea brividi nel gioco aereo. L’ultimo sussulto del Ceo non scioglie il nodo che resta in gola. •

Simone Antolini