Virtus, il campionato slitta Ora il Chievo rialza la voce?

La C a settembre La Virtus, impegnata giovedì in amichevole, affronterà il campionato nel girone A FOTOEXPRESSQui Virtus Gigi FrescoDubbi Luciano Barra CaraccioloQui Chievo Luca Campedelli
La C a settembre La Virtus, impegnata giovedì in amichevole, affronterà il campionato nel girone A FOTOEXPRESSQui Virtus Gigi FrescoDubbi Luciano Barra CaraccioloQui Chievo Luca Campedelli
La C a settembre La Virtus, impegnata giovedì in amichevole, affronterà il campionato nel girone A FOTOEXPRESSQui Virtus Gigi FrescoDubbi Luciano Barra CaraccioloQui Chievo Luca Campedelli
La C a settembre La Virtus, impegnata giovedì in amichevole, affronterà il campionato nel girone A FOTOEXPRESSQui Virtus Gigi FrescoDubbi Luciano Barra CaraccioloQui Chievo Luca Campedelli

La Virtus aspetta, il Chievo si sente sempre più in partita. La sospensiva del Consiglio di Stato sulla decisione del Tar rispetto all’esclusione del Campobasso è parente stretta di quella che tiene in corsa il Chievo. Stesso presidente, Luciano Barra Caracciolo, identica posizione. Tutto rinviato al 25 agosto per il destino del Campobasso, data confermata ieri pomeriggio nonostante la rapida richiesta della Federcalcio di accorciare i tempi. Con la Serie C certamente costretta ad iniziare dopo il gong stabilito del 28. La camera di consiglio si riunirà invece il 6 ottobre per l’udienza di merito sul Chievo. La differenza è che il Campobasso non avrebbe pagato quanto dovuto al fisco in periodo successivo al covid, il Chievo invece nel periodo... protetto dalle norme emergenziali. E quindi con le mani legate, con una tesi difensiva in teoria molto più solida. Senza barriere Parecchio esplicite e di ampio spettro le motivazioni del Consiglio di Stato, per il quale «nella notoria situazione di difficoltà economica generale che si riflette, da anni, anche sulle imprese del settore calcistico, tali profili di fumus meritano, allo stato attuale (e del tutto preliminare), un certo apprezzamento, poiché una razionalità sistematica nell’interpretazione dovrebbe implicare che si tenga conto della stessa preferenza, normativizzata e di interesse pubblico generale, dell’Amministrazione finanziaria ad ottenere il pagamento di quanto dovuto – al di là delle varie formule di rateizzazione comunque ritenute ammissibili e utili, anche nella prassi - avendosi perciò l’obiettivo ermeneutico di non innescare o accelerare, se non in situazioni di assoluta ed irreparabile compromissione finanziaria, un percorso che conduca invece ad un elevato rischio di fallimento conseguente proprio alla negatoria del titolo sportivo, e quindi ad una definitiva e più ampia insolvenza dell’impresa “sportiva” interessata col coinvolgimento di creditori che siano per lo più dipendenti della società stessa». Mano tesa indirettamente verso il Chievo, che dal Consiglio di Stato aveva avuto un parere sì d’apertura in parallelo però con la legittimità della Figc ad estrometterlo dalla Serie B. Una verdetto che non era certo una sconfitta ma neanche una clamorosa vittoria. Elasticità massima Parecchio ampia la visione di Barra Caracciolo. «Considerato, dall’altro lato, e in connessione a ciò, che in questa situazione di diffusa difficoltà congiunturale che investe il sistema calcistico», continua il Consiglio di Stato nelle motivazioni, «appare più coerente con gli interessi pubblici sottesi alla disciplina “pubblicistica” dello sport, che l’applicazione della normativa in questione sia guidata dalla ponderazione prioritaria dell’interesse (in definitiva sociale) a rispettare il merito sportivo, senza un’applicazione formalistica che rischi di generare, appunto, definitive insolvenze, laddove, come nel caso, la situazione finanziaria appaia ancora riportabile a sostanziale solvibilità o comunque a una condizione non molto diversa dalla situazione diffusa in cui versano la maggior parte delle società calcistiche». Una strada, se le basi rimarranno queste, che il Chievo adesso continuerà a cavalcare con ancora più forza. Agenda da riscrivere Il campionato di Lega Pro intanto è congelato. La Virtus non può far altro che temporeggiare, così come le altre 59 società di Lega Pro. L’organico quello è ormai, comprese le ripescate Fermana e Torres. Vale la regola del diritto acquisito, quelle due non si toccano. Al limite se ne aggiungeranno una o due in più visto che al Consiglio di Stato ha fatto ricorso pure il Teramo. La materia resta quella fiscale, fra leggi statali e la perentorietà della Federcalcio secondo i suoi soliti criteri della perentorietà. «Per certi versi ci siamo abituati, abbiamo iniziato in passato anche tre settimane dopo. È capitato e capiterà ancora, a meno che la giustizia sportiva non diventi indipendente», il quadro di Gigi Fresco, già giovedì sera dopo l’apertura al Campobasso al telefono con i dirigenti della Serie C, per capirne di più. Per la prima giornata ormai se ne riparlerà per forza a settembre. •.

Alessandro De Pietro