Tour de force? Altro giro. Ma i numeri sono col Chievo

Morsay alla Dinamo BucarestDi Gaudio in allenamento con Giaccherini: due assi nella manica per Alfredo Aglietti FOTO BOLDRINI/CHIEVOTanasijevic giocherà a Belgrado
Morsay alla Dinamo BucarestDi Gaudio in allenamento con Giaccherini: due assi nella manica per Alfredo Aglietti FOTO BOLDRINI/CHIEVOTanasijevic giocherà a Belgrado

Dodici partite in 57 giorni senza mai perdere, di media una quasi ogni cinque. Creando anzi proprio nel periodo di maggior tensione la terza striscia positiva, ancora aperta, più lunga della storia del Chievo in Serie B. Potere del turnover e di una rosa livellata, delle miscele di Aglietti e di una consapevolezza sempre più marcata. Ricetta utilissima da sfruttare domani sera con la Reggiana e domenica a Brescia. Altro tour de force, come quello con Monza, Cosenza e Pordenone a cavallo fra fine mese e l’inizio di marzo. O come quello successivo con Vicenza, Lecce e Frosinone in poco più di una settimana. Il Chievo s’è preparato a dovere, con ampia scelta in ogni zona a parte i terzini. Vecchia lacuna. Dove soprattutto Mogos continua a fare percorso netto, senza averne ancora saltata una. Prima o poi arriverà anche il suo turno, con Bertagnoli o Pavlev ma pure Rigione pronti a dargli il cambio. E Cotali a far rifiatare Renzetti, là dove Aglietti ha pochi margini di manovra. Al contrario di tutte le altre zone del campo. PRODOTTI DI CASA. Il Chievo le alternative se l’è costruite, le ha fatte lievitare, le ha messe gradualmente nel sistema. Viviani, probabile titolare con la Reggiana, non è più il giovane promettente che ha perso un paio di treni al Brescia e che a settembre pareva solo un elemento di contorno. Preso all’ultimo istante, con la certezza di aver messo nel motore un talento autentico. E così è stato. Già dieci volte dentro dall’inizio in un centrocampo con due attori protagonisti come Palmiero ed Obi che sarebbero due prime firme ovunque. Non male, al di là di una valutazione che continua ovviamente a salire e la garanzia di avere fra le mani un ventenne dal futuro scritto. Rispetto all’avvio Aglietti ha anche un Bertagnoli in più, due gol e sempre dentro in sei delle ultime sette anche per un quarto di partita. Altra addizione utilissima. Tornato più vispo che mai dopo l’infortunio con la Salernitana, eclettico abbastanza anche per sostituire uno dei due della mediana e non solo correre sulle fasce. Con tanto di investitura da parte di Aglietti. CARTE IN PIÙ. Non si sono mai visti finora, ma presto nelle rotazioni verranno inseriti anche Vaisanen e Di Gaudio. Il primo primissima opzione al duo Rigione-Leverbe già con la Reggiana, visto che ieri pomeriggio Gigliotti s’è ancora allenato a parte e quindi sicuro indisponibile per domani. Vaisanen lavora ormai da un mese col resto della squadra, gli manca la partita ma prima o poi romperà il ghiaccio dopo un’assenza di quasi un anno. Lontana dalla vittoria di Udine contro il Pordenone. Ma a giugno ci sono gli Europei. La Finlandia l’aspetta. E lui dovrà esserci. Strategico invece Di Gaudio, pedina supplementare nel ruolo degli esterni notoriamente col più alto grado di usura e quindi i primi ad essere sostituiti. Preso come alter ego di Garritano ma anche per la sua capacità di entrare subito in partita e accenderla altrettanto in fretta. Solo qualità, la più alta possibile. Meglio la sua esperienza delle accelerazioni di Morsay, prestato in Romania alla nobile Dinamo Bucarest, in parallelo con la cessione a titolo definitivo di Tanasijevic al Cukaricki, società di Belgrado attualmente quarta nella massima divisione serba dopo le uscite dei vari D’Amico, Pucciarelli, Di Noia, Rovaglia e Illanes. Perfetto così, per sedute competitive al massimo ed undici contro undici che assomigliano tanto ad una partita vera. Giusto quel che Aglietti voleva. TUTTI IN CORSA. Con la Reggiana probabile che Ciciretti parta dalla panchina, a vantaggio di Canotto. La rifinitura di oggi pomeriggio a Veronello darà le ultime risposte. Tutto è ancora in alto mare, tanto stanno tutti bene. Bloccata la difesa, elastica la mediana con la variabile Viviani, ricca la zona dei laterali dove non può ancora ritenersi arruolato per i novanta minuti Di Gaudio che non gioca da agosto e dai playoff vinti con lo Spezia. Davanti però si aprono tanti orizzonti, al di là dello straordinario momento di forma di De Luca che adesso sta segnando anche con grande regolarità. Potente ma anche agile e veloce. Ora pure cinico. Fabbro è zanzara sempre insidiosa, Margiotta è un altro di quelli partito come terza scelta ed ora in prima fila, volendo ci sarebbe pure Djordjevic tornato a Salerno dopo essere rimasto fuori con Cittadella e Pescara. E poi Giaccherini, la chiave per aprire lo scrigno del 4-2-3-1 e di un Chievo nuovo. Spendibile sempre, altro grimaldello in un’orchestra ora senza pecche. E parecchio affidabile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro