Gli scenari possibili

Rinascita Chievo: l’ultima speranza arriva dall’Europa

Luca Campedelli storico presidente del Chievo
Luca Campedelli storico presidente del Chievo
Luca Campedelli storico presidente del Chievo
Luca Campedelli storico presidente del Chievo

Tempo di guardare in faccia la realtà. Lontano dai professionisti. Bocciato anche dal Consiglio di Stato, il Chievo potrebbe ricorrere pure alla Corte di Giustizia Europea pur di veder ribaltato il verdetto avverso anche di Figc, Collegio di Garanzia del Coni e Tar. Mentre il tempo passa, la Serie B va avanti e i giocatori svincolati d’autorità dalla Federcalcio sono quasi tutti accasati. Discorso chiuso, almeno con la giustizia italiana. Senza più tribunali a cui ricorrere, a parte questioni risarcitorie.

Futuro incerto. Al Chievo basterà iscrivere una squadra anche giovanile ai campionati provinciali per conservare l’affiliazione alla Figc, al tempo stesso i diritti sportivi e quindi i crediti esigibili. Mossa scontata, al di là del diritto maturato dalla sua storia di poter bussare al Comitato Regionale per chiedere uno spazio anche in Promozione. Scenario lontano, visto anche che tutte le energie di queste settimane sono state spese per rientrare in B da ventunesima squadra.

Il governo del calcio veneto potrebbe anche accettare il Chievo in uno dei tornei di sua competenza, ma non per dovere. Sarebbe piuttosto un’eccezione, per di più a fine agosto e coi tornei al via fra tre settimane e la coppa fra due. In ballo, oltre alle questioni di campo, c’è ancora molto. A partire dai premi di rendimento fino ai bonus di vecchi trasferimenti e varie rateizzazioni ancora da incassare così come eventuali diritti televisivi in sospeso più i contributi di solidarietà, quelli maturati per trasferimenti internazionali di calciatori passati dal club prima dei 23 anni. Come Paredes, nel 2014 parcheggiato al Chievo dalla Roma, ora stella del Psg.

Via parallela. Sergio Pellissier nel frattempo dovrà cambiare la sua nuova società da Chievo 1929 a Chievo 2021. Troppa attinenza, con la prima denominazione, col Chievo di Luca Campedelli con tanto di riferimento all’anno di fondazione. Domani mattina Pellissier sbrigherà la pratica, ancora con l’intenzione di iscrivere una squadra in Terza categoria ma anche con pochissimo tempo davanti e poco in mano.

Non c’è per adesso un allenatore, non c’è un campo di riferimento per le gare casalinghe, non ci sono i giocatori. Coi gironi già delineati il prossimo passo per la Delegazione di Verona sarà la stesura dei calendari, ufficiali al massimo fra il 6 e il 7 settembre ma effettivi probabilmente da venerdì o sabato. Quando sarà impossibile a quel punto aggiungersi al campionato in sovrannumero. La stagione di Terza inizierà domenica 19.

Scenario più probabile a questo punto che Pellissier, comunque a colloquio coi dirigenti federali fra domani e martedì, lavori già per la prossima annata quando la Figc potrebbe riattivare l’articolo 52 delle Noif sul titolo sportivo, riaprendo quella strada chiusa con la manifestazione d’interesse del Comune di Verona andata deserta qualche giorno fa e senza cordata alcuna pronta a sobbarcarsi il peso di cinquecentomila euro a fondo perduto solo come lasciapassare prima dell’iscrizione e tutto il resto. Compresi un progetto a lungo termine e garanzie economiche adeguate. Almeno un milione sul piatto. Non proprio noccioline, specie di questi tempi. E il futuro del Chievo resta sempre più incerto. Oggi più che mai.•.

Alessandro De Pietro

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