Respinto il ricorso, Chievo escluso dalla serie B: ora punta sul Collegio di Garanzia

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Il presidente del Chievo Luca Campedelli
Il presidente del Chievo Luca Campedelli
Il presidente del Chievo Luca Campedelli
Il presidente del Chievo Luca Campedelli

Dopo la prima bocciatura della Covisoc, il Consiglio federale della Figc conferma ora tutte le esclusioni. La vittima illustre è il Chievo Verona della famiglia Campedelli, unica squadra di Serie B a rischiare ora la non iscrizione e la scomparsa dal calcio professionistico del club. In Serie C, invece, i club al momento non ammessi sono Carpi, Casertana, Novara, Paganese e Sambenedettese: «I ricorsi non sono stati accolti e oggi sei club non hanno conseguito la licenza nazionale. Hanno due giorni per fare ricorso e c’è ancora una partita aperta per quanto riguarda eventuali valutazioni da parte del Collegio di Garanzia», dice il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine del Consiglio. Quanto al club veronese, il numero uno della Lega di B, Mauro Balata, specifica: «Io sono un garantista, com’è noto. Il Chievo è una società che ha una storia importante, ora vediamo cosa sosterranno nel terzo grado di giudizio». 

Il Chievo non molla e annuncia un nuovo ricorso. La società gialloblù «prende atto della decisione del Consiglio Federale della Figc», si legge in una nota, «e, ribadendo di aver operato in linea con le normative vigenti e federali per l’iscrizione al campionato di Serie B 21/22, annuncia di essere già al lavoro per il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni».

 

E il 21 luglio è il termine per presentare le domande e i relativi adempimenti per la sostituzione della rinunciataria Gozzano in Serie C. Resta fissato per il 19 luglio il termine per le riammissioni e i ripescaggi per il completamento dell’organico in Serie B e C. Il Chievo era già deciso a fare ricorso attraverso il Collegio, dove presenterà documenti fiscali che non aveva sottoposto alla Covisoc. Anche se la decisione di oggi non era una sorpresa per la Figc, il numero uno federale ha comunque evidenziato tutta la sua amarezza: «Avevamo allontanato il rischio di perdere squadre iscritte e oggi perdiamo anche una squadra di B. Sono segnali allarmanti che richiamano comunque un intervento», ha sottolineato Gravina parlando di riforma dei campionati.

 

«I tempi sono gli stessi, la necessità di un’accelerazione deriva da una maggiore serenità e positività che abbiamo assimilato in questi 50 giorni di Europei - ha concluso -. Non cambia il mio impatto psicologico in termini di convinzione nel dire che è indispensabile un percorso di riforma. Lo dicono i risultati di oggi». Tra le idee che circolano per ammorbidire il rischio di doppio salto dalla A alla C, una Serie B2 cuscinetto tra la Serie A e una C più asciutta. 

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