L'addio

Pellissier saluta il Chievo: «Ti ho amato per 20 anni, ma negli ultimi 18 mesi solo bocconi amari»

Pellissier story

«Dopo 20 anni e 1 in disparte nell’attesa di capire quale fosse il mio futuro, la settimana scorsa ho firmato l’accordo che chiude definitivamente il mio rapporto con il Chievo».

Comincia così l'addio ufficiale di Sergio Pellissier al Chievo, 496 presenze e 134 reti dal calciatore dal 2002 al 2019, direttore sportivo designato dopo l'addio al calcio, ma messo in ombra nell'ultimo anno e mezzo, di fatto lasciato senza un ruolo preciso, da Giorgio De Giorgis, uomo mercato dei gialloblù. Una storia che ricorda da vicino quella di Francesco Totti, bandiera per 20 anni alla Roma, inserito in società senza che il suo ruolo decollasse. E infine l'addio.

«Non importa quanti bocconi amari ho dovuto ingoiare nell’ultimo anno e mezzo, quanti giudizi ho dovuto cambiare su persone, progetti e obiettivi. Tutto passa, calciatori, dirigenti, allenatori e anche presidenti, quello che veramente importa e che rimane è il valore delle persone», continua Pellissier. Che spiega: «Credo di aver dato a questa società tutto quello che potevo dare. Non sarei mai potuto restare e percepire uno stipendio senza fare niente. Non sarebbe stato giusto per il mio orgoglio e per la società stessa, che avrebbe sprecato soldi in un dipendente inutile. Meglio essere importanti prendendo anche poco che nessuno guadagnando tanto. Ecco perché ero rimasto al Chievo ed ecco perché me ne sono andato. Ma comunque malgrado tutto, voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno donato affetto e mi hanno aiutato a regalarmi anni splendidi in questa società. Purtroppo questa è la vita».

 

Il capitano di mille battaglie conclude: «Qualsiasi cosa sia successo, non mi toglierà mai le gioie che ho avuto giocando con questi colori. Grazie Chievo e ti auguro di trovare persone che ti ameranno quanto ti ho amato io.  Adesso si ricomincia di nuovo da capo,  sperando che sia solo un arrivederci». 

 

 

Suggerimenti