Pavanel e Mignani. Il Chievo esplora nuove opzioni

Massimo Pavanel Per lui una stagione positiva al FeralpiMassimo Carrera
Massimo Pavanel Per lui una stagione positiva al FeralpiMassimo Carrera

Sale Mignani. E c’è anche Pavanel. Tutti e due in corsa per la panchina del Chievo. Altra giornata di riflessioni ieri, di analisi, di confronti. Giornata conclusa con una nota ufficiale del club della Diga che invita tutti quanti alla pazienza ancitipando che «prima della prossima settimana non sarà presa alcuna decisione sulla figura del nuovo allenatore». Carrera e Vecchi restano comunque in pista ma prima di tirare le ultime somme qualche ragionamento in più la società vuole farlo. Massimo Pavanel è il nome nuovo, studiato ancor più a fondo di quanto già non si conoscesse, fresco di rescissione al Feralpisalò dove aveva un altro anno di contratto. Uno abituato a nuotare in ogni mare. Fra le tempeste di Arezzo, salvo ad un passo dal fallimento, fino alle acque più dolci della sua Trieste portata ad un passo dalla Serie B. Prima ancora il gran lavoro coi giovani del Verona, ancor più fresco il quadro di Salò dove ha mostrato il suo calcio solido ma anche bello a vedersi, linea a quattro e tre punte agili, centrocampisti di inserimento e tanto ordine. Le motivazioni certo non gli mancano, duro triestino dalla faccia gentile e i modi cortesi, gran lavoratore e, volendo, piuttosto elastico. Volata finale Libero Pavanel, anche lui nel mazzo insieme al genovese Michele Mignani che non ha mai abbandonato il podio dei potenziali prescelti. Coi giusti valori, tecnici e non solo, per salire finalmente in B là dove nemmeno Pavanel è mai stato. Un emergente in grado di navigare nelle difficoltà, un allenatore di polso ma anche capace di produrre gioco e di valorizzare il patrimonio a disposizione. Da lì è partita la ricerca. Gente abituata a stare sul campo, a maneggiare giocatori d’esperienza e virtuosi prospetti, a raggiungere il traguardo in un modo o nell’altro. Con tanto sudore e senso di sacrificio. Non sarà un anno facile il prossimo, ma il Chievo non vuole in ogni caso precludersi nulla. Come racconta la sua storia. Più e meno Qualche punto strada facendo l’ha perso Stefano Vecchi, candidato forte proprio per la sostituzione di Pavanel a Salò e non proprio aderentissimo al profilo che vorrebbe il Chievo che pur ne ha molto apprezzato l’opera al Sudtirol e l’energia che le sue squadre sanno sprigionare insieme a quel desiderio di spingersi sempre oltre per riprendersi la Serie B solo sfiorata al Venezia una volta chiusa la parentesi all’Inter. Il curriculum è dalla sua parte ma per completare il puzzle manca ancora qualche tassello. Più qualche punto di domanda ancora senza una chiarissima risposta. Tante le referenze positive a favore ma non abbastanza per sciogliere le ultime perplessità. Più delineata come prevedibile la figura di Massimo Carrera, alle spalle un percorso d’alto livello fra notti di Champions League e titoli vinti in Russia con lo Spartak Mosca, negli ultimi mesi tornato al Bari là dov’era stato a lungo da giocatore prima del lungo ciclo alla Juve in un percorso che ha toccato anche la Grecia e l’Aek Atene. Con lui il Chievo sarebbe certo squadra di idee e soprattutto di carattere, dopo le tante battaglie affrontate anche da assistente di Conte fra Juve e Nazionale, sempre senza compromessi così com’era da difensore. Con quelle doti di innato leader che non potevano non attrarre il Chievo. Le carte sono tutte sul tavolo. •.

Alessandro De Pietro

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