Kiyine, mille palleggi a piedi nudi C’è una nuova stella per il Chievo

Il tecnico gialloblù Lorenzo D’AnnaSofian Kiyine, classe ’97, in azione contro il Cittadella a Rovereto FOTOEXPRESSUn giovanissimo Kiyine festeggiato per un gol in Primavera
Il tecnico gialloblù Lorenzo D’AnnaSofian Kiyine, classe ’97, in azione contro il Cittadella a Rovereto FOTOEXPRESSUn giovanissimo Kiyine festeggiato per un gol in Primavera
Il tecnico gialloblù Lorenzo D’AnnaSofian Kiyine, classe ’97, in azione contro il Cittadella a Rovereto FOTOEXPRESSUn giovanissimo Kiyine festeggiato per un gol in Primavera
Il tecnico gialloblù Lorenzo D’AnnaSofian Kiyine, classe ’97, in azione contro il Cittadella a Rovereto FOTOEXPRESSUn giovanissimo Kiyine festeggiato per un gol in Primavera

Mille palleggi a piedi nudi. Il premio? Il privilegio di indossare gli scarpini da calcio. L’applicazione viene prima del talento. Un soldato conosce il suo corpo e le sue armi prima ancora di affrontare la battaglia. Un samurai ama la sua katana ancora prima di brandirla a tagliare l’aria. Sofian Kiyine ha cominciato a quattro anni a sognare. Nato a Verviers, in Belgio, nel 1997 da padre marocchino e madre italiana. Contaminazione felice di culture quella trasmessa a Sofian da papà Radouan e mamma Loredana. Da ragazzino ha conosciuto il valore della disciplina frequentando la JMG Academy. Che forma professionisti, che non regala illusioni, che divide chi è di passaggio da chi può trovare la strada giusta. E il racconto dei mille palleggi a piedi nudi appartiene al giovane Sofian. All’Accademia funzionava così: la libertà di sognare passava attraverso la necessità di dimostrare. Se arrivi a obiettivo, vieni premiato. E passi a quello successivo. Poco tempo per scherzare. Perché, a volte, l’adolescenza finisce per essere sacrificata nel nome di un sogno che è di molti ma non per tutti. Sveglia alla sei, allenamento, scuola, allenamento, refettorio, gli amici, le telefonate brevi alla famiglia, poi a letto. Ritmi incalzanti, ripetitivi, a volte assillanti per chi deve scegliere se soffrire e avanzare o arrendersi e cambiare orizzonti. Sofian è passato allo Standard Liegi. Poi è arrivato il Chievo «a cambiarmi la vita» ha raccontato arrivato da poco in Italia. Lorenzo D’Anna ha scommesso su di lui quando era allenatore della Primavera. Sofian ha numeri. Ma una formula matematica non sempre risulta comprensibile a tutti. Dimostrare il “teorema“ Kiyine necessitava del giusto tempo. E proprio per questo Sofian è finito alla Salernitana. La serie B come prima prova del nove. Superata. Kiyine ha messo in fila 23 presenze e realizzato due gol. Il club campano aveva facoltà di esercitare il diritto di riscatto. Il Chievo si era premurato di inserire il contro riscatto per riportare, eventualmente, a casa il centrocampista. «Su di lui puntiamo» ha ammesso pochi giorni fa D’Anna. Ricevendo il sorriso di assenso da parte del diesse Giancarlo Romairone. In passato Kiyine ha giocato da esterno nel 3-5-2, pure da trequartista in moduli che richiedevano fantasia dietro le punte. Adesso Sofian gioca da mezzala. Interno di qualità. Ottime capacità di palleggio, predisposizione all’imbucata e alla giocata veloce. Pure all’inserimento improvvisato su situazioni da palla inattiva. La serie A è brutta bestia. Ma il Chievo punterà su di lui. Inserito nella lista dei 35 pre convocati della nazionale marocchina per Russia 2018. Di per sé, già una soddisfazione. Giocatore cardine dell’under 21 nordafricana. Il suo idolo è Zinedine Zidane. In Belgio è già stato paragonato, non solo per la chioma, a Marouane Fellaini. Ma Sofian si è già chiamato fuori. Parla sei lingue il poliglotta gialloblù. italiano, francese, inglese, arabo olandese e fiammingo. Legato al Chievo fino al giugno 2020, ha già assaporato due anni fa il piacere del debutto in A. In tutto sette presenze. Statistica da aggiornare il prima possibile. Magari già dal prossimo 18 agosto quando a Verona planerà la Juve di Cristiano Ronaldo. Bello esserci. Comunque vada a finire. •

Simone Antolini

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