Italiano dà la scossa al 90’. Chievo a Reggio con fiducia

Nicola Legrottaglie risponde così a Nakamura: è il gol del pareggio del 30 novembre 2002 Italiano-gol al Granillo
Nicola Legrottaglie risponde così a Nakamura: è il gol del pareggio del 30 novembre 2002 Italiano-gol al Granillo
Nicola Legrottaglie risponde così a Nakamura: è il gol del pareggio del 30 novembre 2002 Italiano-gol al Granillo
Nicola Legrottaglie risponde così a Nakamura: è il gol del pareggio del 30 novembre 2002 Italiano-gol al Granillo

Tante storie. E un vuoto di dodici anni. L’ultimo attimo resta la sventola al 90’ di Vincenzo Italiano, ormai diventata quasi foto in bianco e nero. Duello fra ultime. Il Chievo, di Di Carlo e non più di Iachini, aveva appena steso il Napoli. La Reggina di Pillon la domenica prima sconfitta a casa del Siena di Giampaolo. Pari a 13 punti, poi all’ultima palla Italiano cambiò una volta per tutte la faccia di quel campionato cominciato malissimo e finito in trionfo. La Reggina penultima, retrocessa con Torino e Lecce, in B nonostante i vari Corradi, Brienza, Cozza e Barreto. Dalla panchina quel giorno partì Barillà, incrociato un mese fa col Monza. Così come Viola, leader del Benevento di Inzaghi. Sedicesimo quel Chievo, davanti anche al Bologna. Un mezzo miracolo anche se Di Carlo aveva Sorrentino, Yepes, Pellissier, Mantovani, Pinzi, Marcolini, Luciano, Italiano, Bentivoglio. Non male. La rimonta di quei mesi però ha pochi precedenti. I LAMPI DEL SAMURAI. La Reggina si fermò pochi mesi dopo, precipitata persino in Serie D, quarta nel 2016 ma ripescata in Lega Pro dopo essere stata eliminata in semifinale dalla Cavese. Mentre il Chievo festeggiava il nono posto e i 50 punti con Maran. Sinusoidi violente fra ricadute, debiti, fallimenti e rinascite. Partite sempre tirate al Granillo, come il pari del 2002 nella prima di Serie A coi gol di Nakamura e Legrottaglie. Appena salita la Reggina, un anno dopo il Chievo, insieme a Como, Modena ed Empoli, poi salva in extremis mandando in B pure Atalanta e Torino. Pari senza gol anche quella di fine 2003, sconfitto il Chievo due anni dopo dal lampo della leggenda giapponese Nakamura, sempre lui, quasi 42 anni ora dopo aver fatto le fortune anche del Celtic. Era già la Reggina di Mazzarri, decima in fondo al rettilineo con punto più del Chievo, una macchina da guerra coi vari Mozart, Paredes, Mesto, Tedesco, il giovane Borriello e Marco Zamboni, il ragazzino che da Bardolino a Veronello andava ad allenarsi quasi a piedi diventato grande in fretta quando alla Juve prima di girare l’Italia e fermarsi a lungo a Reggio dove un giorno su punizione fece secchi anche la Juve e Buffon con una punizione quasi da casa sua. SUL FILO DEL RASOIO. Il Chievo si vendicò qualche mese dopo, nella stagione del quarto posto e dell’accesso ai preliminari di Champions. Perfetto nelle vesti dell’ex il buon Bepi Pillon, aiutato dalla doppietta di Daniele Franceschini di fronte al fratello Ivan prima del tris di Mandelli dopo che la Reggina era andata in vantaggio con l’eterno «Ciccio» Cozza. Dall’altra parte anche Luca Rigoni, appena uscito dal Vicenza, tre anni dopo a Veronello per restarci una vita. Un’orchestra quel Chievo, davanti con Pellissier ed Amauri poi ceduto per nove milioni al Palermo. In mezzo con Brighi e Giunti, ai lati con Semioli e Zanchetta, dietro con D’Anna. Uno a uno nel 2007, col Chievo futuro retrocesso, in vantaggio con Brighi ma raggiunto poco dopo da Rolando Bianchi. Alla fine terzultimo a 39 punti Delneri, uno in meno di Reggina, Siena, Toro e Cagliari. Sei mesi prima pure un ottavo di Coppa Italia in comune, col Chievo avanti dopo due pareggi. Legata alla coppa anche la prima assoluta, con la vittoria 2-1 di Malesani sulla Reggina di Zoratti. Quindi tre pareggi di fila e lo stop nell’ultima di B, col Chievo di Caso trafitto da un gol di Artico. In totale sette pareggi in dodici gare, con tre vittorie. Con la staffilata di Italiano splendida copertina di partite sempre tirate. Battaglie però sempre leali. Domani puntata numero tredici. •

A.D.P.

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