In A insieme al mio Chievo. Il sogno è sfidare Ronaldo

Mattia Viviani, 20 anni, ha firmato un triennale con il Chievo FOTOEXPRESSAlfredo Aglietti, seconda stagione al Chievo FOTOEXPRESS
Mattia Viviani, 20 anni, ha firmato un triennale con il Chievo FOTOEXPRESSAlfredo Aglietti, seconda stagione al Chievo FOTOEXPRESS

Millenials dai piedi dolci. Come i maestri di casa sua: Genio Corini, Andrea Pirlo e il giovanissimo Sandro Tonali. La vita di Mattia Viviani da Mompiano, 20 anni e tre di contratto con il Chievo, è iniziata proprio dal quartiere natale a due passi dal Rigamonti, diventato col tempo il contenitore dei suoi sogni. Oggi Verona, è una scommessa da vincere. Viviani, regista tra i registi. Scuola migliore non poteva avere Corini è stato mio allenatore al Brescia per un anno e mezzo. Abbiamo fatto grandi cose insieme. Mi ha insegnato molto. Pirlo rappresenta l’esempio, il campione da imitare. Tonali è un amico, un talento da guardare ed ammirare. Direi che ho avuto il meglio per poter capire e crescere nel ruolo. Si ispira a loro? Da loro ho imparato. Ma mi ispiro a Verratti, anche se non abbiamo la stessa fisicità. Verratti ha facilità impressionante di gioco. E poi mi piace molto anche De Jong del Barcellona, un giocatore che mi incanta. Si è legato al Chievo per i prossimi tre anni. L’obiettivo? Tornare a giocare in serie A. Naturalmente con addosso la maglia del Chievo. Ha già intuito quale può essere la vostra dimensione nel campionato in corso? Più che intuire, abbiamo le idee chiare di quello che possiamo essere e dove vogliamo arrivare. Il Chievo vuole vivere una stagione ad alti livelli. Il percorso è lungo, le premesse buone. Viaggiamo senza pensare troppo al futuro. Tutto si rivelerà partita dopo partita. Si punta in alto, questo è sicuro. L’impatto con Aglietti? Da subito mi sono trovato molto bene. Il mister mi ha dato una dimensione, compiti, suggerimenti. Mi sento valorizzato. So di dover dare molto. Ma questo è un viaggio che per primo voglio provare a vivere alla grande. Sul piano tecnico e tattico Aglietti mi ha regalato consigli e correzioni. Occasioni perse per strada? Due partite. La prima con il Pordenone, quando siamo stati ripresi a partita ormai finita. L’altra a Frosinone. Avanti di due gol, ci hanno ripreso e superato. Dura mandarla giù. Ma tutto aiuta a capire e a crescere. Il salto di qualità? La vittoria contro il Brescia. Non era facile. Ci siamo messi davvero alla prova. Uscendone più forti. Lì abbiamo capito di poter essere squadra di livello. Se la sente di sponsorizzare qualche compagno? Forti ne abbiamo. Penso a De Luca che ha grandi margini. Ma anche a Zuelli, altro giocatore molto interessante. Le top tre della serie cadetta oggi chi sono? L’Empoli sta davanti a tutti. La Spal è solida. Il Monza è stato assemblato per competere ad altissimi livelli. Sorpreso da? Dalla Salernitana. Si è infilata tra le squadre di testa. Dimostrando di avere qualità. L’allenatore più importante in questa prima parte della sua carriera? Sergio Volpi e Antonio Boglioli. Mi hanno allenato che avevo 14 anni, ai Giovanissimi Nazionali del Brescia. Quella è stata stagione di grandi soddisfazioni. Uscimmo alla fase finali del campionato contro l’Empoli al termine di un’annata positiva. E ricordo anche una bella esperienza al torneo “Scirea“, dove fu il Barcellona a sbarrarci la strada. La scelta del 24 sulla maglia? Giocavo nel Mosaico, squadra della mia infanzia. C’erano poche maglie. Mi sono ritrovato in mano il 24 e il 28. E ho scelto. Sogni? Cristiano Ronaldo è il modello perfetto di sportivo. Con il Brescia non sono mai riuscito ad incrociarlo in A. Spero possa accadere con il Chievo.

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