Il prossimo passo

Il Crowdfunding della Clivense a quota 500mila. Ora la palla passa alla Federcalcio

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina
Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina
Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina
Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina

La posizione della Clivense sarà argomento, seppur solo periferico, già del Consiglio Federale di dopodomani mattina. Pellissier ha dalla sua le rassicurazioni di Gabriele Gravina, numero uno della Federcalcio che in varie conversazioni telefoniche ha confermato di voler promuovere la Clivense in D facendo leva sull’articolo 52 delle norme organizzative interne delle Figc che consente ad una nuova società di partire dalla più alta categoria della Lega Nazionale Dilettanti, quindi l’Interregionale, a patto di garantire la continuità sportiva di quella decaduta.

Quindi il Chievo che ha perduto il titolo sportivo della Serie B. L’anomalia è nei tempi, perché nessuno quel posto l’ha mai ereditato a distanza di un anno. Nel testo, però, non ci sono scadenze e soprattutto Gravina s’è già sbilanciato, anche col sindaco Federico Sboarina al quale ha confermato l’intenzione di trasferire la Clivense in D attraverso naturalmente la manifestazione d’interesse che dovrà avviare il Comune per poi certificare la qualità del programma di Pellissier e ribadirlo alla Federcalcio. Sarà Verona nel concreto, quindi la città rimasta senza una fetta considerevole di calcio, a dover aprire le porte della D a Pellissier.

Forte per di più di un crowdfunding che sabato pomeriggio ha sfondato il tetto del mezzo milione superando quindi anche il primo obiettivo intermedio dopo aver raggiunto quello preliminare dei 150mila euro appena tre quarti d’ora dopo il via. Le sottoscrizioni, quindi anche i soci, sono quasi cinquecento. Una base già parecchio ampia, l’equivalente degli spettatori di una partita di fascia media di Lega Pro. E davanti c’è ancora un mese prima della chiusura del crowdfunding, con tutto il tempo di salire ad un milione ed avvicinarsi al tetto dei seicento soci. Numeri che valgono la Serie D, categoria in cui la Clivense rimarrebbe secondo la sua tabella di marcia soltanto per una stagione con l’immediata promozione in Serie C.

Quel primo passo non è però ancora certo, il salto dalla Seconda categoria alla D è ancora un punto di domanda. Questione di tempo. Il dubbio vero è proprio nei tempi, perché chi ha usufruito dell’articolo 52 l’ha fatto immediatamente dopo la caduta della vecchia società. Come accadde la scorsa estate a Novara, Carpi e Sambenedettese. Senza attendere un anno, servito però alla Clivense per costruire quel disegno solido che non avrebbe potuto un anno fa realizzare in due settimane a cavallo di Ferragosto. Ad analizzare fino in fondo la questione sarà Giancarlo Viglione, responsabile degli affari legali della Federcalcio con il quale i dialoghi della Clivense sono stati prima parecchio frequenti ma di recente molto più rari. 

Il Consiglio di mercoledì qualche orientamento dovrebbe darlo, anche se i punti all’ordine del giorno saranno ben altri. Di Clivense, anche se per un attimo, comunque si parlerà. Pellissier e Zanin aspettano, pronti a versare i cinquecentomila euro fissati otto mesi fa da Gravina come quota necessaria per occupare, ricominciando dal basso, la mattonella lasciata libera dal Chievo. Non è detto che la cifra sia ancora la stessa, ma agli occhi della Clivense non cambierebbe molto. Quei soldi ci sono già, inclusi nel budget di un milione e mezzo per vincere la prossima Serie D. Gravina permettendo

Alessandro De Pietro