Al Bentegodi alle 19

Il Chievo sfida la Spal. Aglietti: «C'è da tornare a correre»

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Alfredo Aglietti, tecnico del Chievo
Alfredo Aglietti, tecnico del Chievo

Giochi di guerra. Le aspirazioni ambiziose di Chievo e Spal passano anche dai prossimi novanta minuti. Sfida ad alta quota. Non altissima come, invece, vorrebbero scaligeri ed estensi. Un punto li divide. Con i gialloblù di Alfredo Aglietti ad inseguire. In palio, un posto felice nei play off. Anche se, va detto, oggi comunque non si deciderà ancora nulla. Tuttavia, il Chievo deve scrollarsi di dosso (Pisa per primo) chi arriva da dietro, a contendere l’ultimo posto disponibile nella corsa alla serie A. Fischio d’inizio alle 19 al Bentegodi. C’è un dubbio da sciogliere: il Chievo visto a Reggio Calabria (uno a uno il finale ndr), si è messo alle spalle il periodo difficile che lo ha visto rallentare significativamente la sua corsa in campionato?

Aglietti la mette così: «Contro la Spal ne avremo la riprova. A Reggio abbiamo giocato da Chievo. E solo per un episodio nel finale non siamo riusciti a tornare a casa con la vittoria. Adesso mi aspetto una squadra che crei gioco e occasioni e che soprattutto sappia essere propositiva e metta personalità in quello che fa. Se facciamo la prestazione, possiamo essere pericolosi contro tutti. Se, invece, andiamo in campo con il “braccini corto“, si fa dura».

Capitolo infortuni. «Abbiamo recuperato quasi tutti, a parte Vaisanen che continua ad avere un problema al piede e adesso dovremo vedere che tipo di soluzione trovare per averlo sempre a disposizione. Per il resto, ho tutta la rosa a disposizione ed è importante, perché entriamo nel tour de force finale e anche i primi caldi si faranno sentire. Serve esserci tutti». Contro la Reggina si è visto Canotto in posizione avanzata. «Soluzione che potremo prendere ancora in considerazione» ammette Aglietti, «considerata proprio la buona prestazione offerta a Reggio. Gigi, in quella posizione, è molto più libero di testa. E non ha grandi compiti neanche a livello tattico. Già contro la Spal, potrei riproporla».

La Spal di Rastelli sembra prediligere un gioco che si sviluppa per lo più per vie interne. «Non lo so se sarà così anche contro di noi. Loro sono una squadra che da tempo si affida al 3-5-2. Magari cambia l’interpretazione, ma gli uomini restano quelli. Rastelli ha portato serenità e ha dato scossa all’ambiente. Nell’ultima partita ha scelto di mettere Valoti come trequartista alle spalle di Floccari. Vedremo se confermerà o tornerà alle due punte, inserendo Tumminello». Cosa importante però: «Il Chievo deve pensare a se stesso. Voglio atteggiamento giusto e voglia di fare la partita. Conosciamo il valore della Spal, e il loro obiettivo è quello di tornare in serie A».

 

A otto turni dalla fine del campionato è possibile vivere il parallelo con la scorsa stagione, quando il Chievo, proprio nel finale riuscì ad accelerare fino ad arrivare a prendersi in corsa un posto nobile nei play off? «Fu un finale di stagione importante. Non esistono parallelismi. La posizione in classifica è simile, ma sono cambiati modulo e tipologia di gioco. Mi auguro, intanto, di arrivarci ai play off. Ma con meno patemi rispetto alla scorsa stagione. Il campionato non ti aspetta, perché nessuno ha perso i suoi obiettivi. Dovremo cambiare marcia sotto l’aspetto dei risultati, perchè da dietro stanno arrivando». Il Chievo che si rilancia non ha bisogno di punti fermi. «Ormai» dice Aglietti «la formazione tipo non esiste più. Questo è calcio diverso rispetto al passato: più veloce, più dispendioso, più intenso. Alla fine, abbiamo un’alternanza di livello che non mi fa pensare a titolari e riserve. Io penso ad avere un gruppo di giocatori che si sentono tutti titolari. Perchéè è di tutti che abbiamo bisogno».

Simone Antolini