Il Chievo è sempre più verde La meglio gioventù al potere

Massimo Bertagnoli, sarà più mezzala che terzino FOTOEXPRESSPietro RovagliaSamuele  Vignato
Massimo Bertagnoli, sarà più mezzala che terzino FOTOEXPRESSPietro RovagliaSamuele Vignato
Massimo Bertagnoli, sarà più mezzala che terzino FOTOEXPRESSPietro RovagliaSamuele  Vignato
Massimo Bertagnoli, sarà più mezzala che terzino FOTOEXPRESSPietro RovagliaSamuele Vignato

Gli apripista saranno Bertagnoli e Viviani. Tutti e due probabilissimi titolari del nuovo Chievo. Giovani, freschi, pronti al salto. L’indirizzo è chiaro, la linea verde decisa. Per convinzione, più che per pura necessità. Due sono già quasi decisi. Gli altri verranno a ruota. Da Confente a Zuelli, fino a Rovaglia e Vignato. Al di là di Cotali e soprattutto De Luca, ventiduenne già grande. Scaletta scritta Il primo prodotto da valorizzare sarà Massimo Bertagnoli, inquadrato più da mezzala che da terzino destro com’è stato a volte nella passata stagione quando non c’era Mogos. Il piano è quello di restituirlo alla vecchia posizione di centrocampista d’inserimento, come fu fino all’ultima stagione di Primavera in cui segnò nove gol seppur da fuoriquota. Bertagnoli sarà subito una prima scelta, a 22 anni materia da affinare ma anche un bel potenziale da inquadrare stavolta in un ruolo definito. Senza troppo sparpagliarlo in varie mattonelle del campo che ne fanno sì innalzare la versatilità ma perdendo risorse lungo il cammino. Senza al tirar delle somme di quella specificità determinante per rifinire appieno un prospetto come lui. Bertagnoli avrà vicino il ventunenne Mattia Viviani, col vantaggio di poter agire da interno ma anche da regista. Atteso ad un altro scatto dopo il positivo campionato alle spalle di Obi e Palmiero. Un affare Viviani, talento che il Brescia ha lasciato andare troppo in fretta e che il Chievo ha saputo prendere quando nessuno credeva che fosse sul mercato. Qualche passo indietro ma neanche poi tanti c’è Emanuele Zuelli, uno dei più sacrificati nella scorsa annata ma anche una carta d’identità che ne ufficializzerà i vent’anni solo il prossimo 22 novembre. Di tempo ne ha, confinato ai margini da Aglietti ma adesso chiamato a darsi l’ultima scossa e a mostrare quanto vale davvero. Tris d’assi Nel parco attaccanti dovrebbe restare Pietro Rovaglia, 20 anni, al rientro dal prestito alla Pistoiese dove il Chievo l’ha parcheggiato a gennaio. La considerazione nei suoi confronti è sempre molto alta, una crescita violenta come pareva ad un certo punto non l’ha garantita ma sulle sue qualità nessuno ha mai dubitato. Come si fa per gli attaccanti, quelli che val la pena aspettare più di tutti gli altri. Rovaglia non dovrebbe muoversi stavolta, ma solo se avrà un’adeguata valorizzazione sotto forma di presenze e minuti. E se proprio dovesse partire andrà là dove potrà giocare con regolarità. Il punto di domanda c’è, anche perché se per Rovaglia un altro parcheggio troverebbe binari facili è impossibile ragionare allo stesso modo per Samuele Vignato che a 17 anni è il più talentuoso di tutti e se non dovesse essere ceduto, proprio come vorrebbe il Chievo, salterebbe di netto la Primavera per salire stabilmente in prima squadra. Altro capitolo Vignato, che per la B non può esser già una certezza ma che senza una grande chiamata dall’alto non può che stare coi grandi del Chievo. Finalmente la società dovrebbe sfruttare fra le mura di casa pure il valore di Alessandro Confente, con parecchie carte in mano per infilarsi la maglia numero uno e diventare l’erede di Semper in un quadro dei portieri di cui non farà parte Seculin che il Chievo lascerà andare in scadenza a fine giugno senza rinnovargli il contratto dopo una trattativa mai decollata nei mesi scorsi. Confente ha ora l’occasione giusta per convincere tutti anche in B, a 23 anni e dopo tanta Lega Pro in piazze parecchio toste fra Reggina, Siena e Catania. Il prossimo balzo non potrà che essere la categoria superiore. Volata finale Ancor più spazio avrà Matteo Cotali a sinistra, soprattutto se non dovesse rinnovare Renzetti. Più di una riserva ormai a sinistra. Migliorato in fase difensiva, più consapevole anche nelle corse in avanti, pronto a 24 anni per prendersi un bel po’ di spazio. Una storia a parte Manuel De Luca, prima stretto fra Djordjevic e Margiotta ma ora con più responsabilità e la necessità di mostrare anche il resto del suo repertorio di punta completa fra velocità, forza fisica, potenza e doti acrobatiche. Almeno da doppia cifra scritta. Il posto da centravanti sarà suo. Con un contratto lungo e tutto quel che serve per alzare la posta. Di materiale ce n’è un bel po’. Non resta che farlo lievitare del tutto. •.

Alessandro De Pietro

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