Empoli, palla al centro. Il Chievo progetta un martedì da leoni

Amato Ciciretti, grande ex della sfida di oggi pomeriggio
Amato Ciciretti, grande ex della sfida di oggi pomeriggio
Amato Ciciretti, grande ex della sfida di oggi pomeriggio
Amato Ciciretti, grande ex della sfida di oggi pomeriggio

Il crocevia è severissimo e, proprio per questo, molto indicativo. Stavolta serve il vero Chievo, il superChievo, il Chievo tecnica e muscoli, ritmo e idee. Le migliori. Perché la sfida di Empoli, recupero della tredicesima giornata di ritorno, gara non disputata il 5 aprile a causa dell’irrompere massiccio del Coronavirus, s’ha da fare. Oggi. L’ultima conferma è arrivata giusto ieri dai giudici sportivi di secondo grado, che hanno tenuto la palla al centro malgrado il tentativo di Campedelli e del suo club di ottenere il 3-0 a tavolino. Quindi testa e piedi al Castellani, teatro delle imprese della capolista, più che mai lanciata verso la Serie A. Mai sconfitta sul terreno amico in stagione, forte della migliore difesa e del secondo miglior attacco della categoria. Forte soprattutto della spinta che danno i sei punti di vantaggio sulla terza, quindi ancor più sollecitata ad accelerare per godere al più presto dell’ebbrezza della categoria superiore. PUNTO A PUNTO. Alfredo Aglietti, nella vigilia di Veronello, ricorda l’ultimo passaggio doloroso, quello dello 0-1 a Cittadella, solo per invocare la sterzata: «Anche se giochiamo sul campo della capolista può essere l’occasione per far punti e avvicinare l’obiettivo playoff», annuncia nella consueta conferenza stampa interna al club. «Ci sono quattro, cinque squadre per due posti e credo che si deciderà tutto all’ultimo, giocandosela punto su punto». Massimo rispetto, ovvio, ma nessun tremore: «Noi dovremo cercare di mettere in difficoltà una squadra che sta meritatamente stradominando il campionato, sapendo però che, come ho sempre detto, nella partita singola possiamo battere chiunque. L’importante è che noi facciamo una grande partita». Quanto all’esito del duello giocato anche ieri in aula, «è chiaro che è stato usato un metro un po’ diverso rispetto a quello di altre partite ma noi dobbiamo solo pensare al campo. Tutto il resto non ci deve riguardare». Con ragionevole ottimismo: «Troviamo una squadra che come noi gioca al calcio», annuncia Aglietti. «Sarà una bella partita, sarà una partita aperta, che anche loro vorranno vincere per chiudere definitivamente il discorso Serie A». Il tecnico motiva così la sua fiducia, sciorinando le migliori virtù dei suoi: «L’Empoli si mette in difficoltà con la velocità: loro tengono la linea molto alta, hanno una squadra completa sotto tutti i punti di vista con la miglior difesa e il secondo miglior attacco. La dimostrazione di quanto l’Empoli sia forte sta anche in questi numeri ma noi abbiamo le armi per potergli fare male, per poter colpire dove riteniamo che abbiano punti deboli». Come? «Attaccando con i tempi giusti nei varchi giusti», aggiunge. LA STRETTA FINALE. La tappa odierna apre le due settimane della verità: dentro o fuori dagli spareggi promozione in cinque partite di fuoco: «Bisognerà affrontare la partita con più determinazione, più cattiveria, meglio di come abbiamo fatto a Cittadella», spiega l’allenatore della Diga. «In questo momento viviamo di alti e bassi e invece dobbiamo avere la continuità che abbiamo avuto intorno a metà campionato per poter arrivare ai playoff. Se vinciamo una partita e poi ne perdiamo due è chiaro che diventa tutto più difficile». Quanto alla qualità del gioco, «Noi, Empoli e Venezia siamo le squadre che giocano il più bel calcio della Serie B ma questo non basta per vincere le partite: dobbiamo essere consapevoli che occorre anche saper fare battaglia, vincere i duelli» e, «sapendo che loro hanno giocatori molto pericolosi, cercare di non fargli arrivare palla». Compito arduo per la linea difensiva nella quale ritroverà posto Rigione (Leverbe è out per squalifica) e opportunità di lusso per scatenare i velocisti gialloblù (Garritano e Canotto in primis). Mancherà ancora Giaccherini, non mancherà l’aria degli scontri epocali. Fuori le unghie: il popolo gialloblù reclama un martedì da leoni. •

Francesco Arioli

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