Empoli-Chievo si giocherà... due volte

Gialloblù in allenamento allo stadio di Empoli il giorno del rinvio
Gialloblù in allenamento allo stadio di Empoli il giorno del rinvio
Gialloblù in allenamento allo stadio di Empoli il giorno del rinvio
Gialloblù in allenamento allo stadio di Empoli il giorno del rinvio

Martedì la partita sul campo, mercoledì o giovedì quella alla Corte d’Appello Federale. Stamattina Luciano Ruggiero Malagnini, legale del Chievo, depositerà il reclamo contro la decisione del Tribunale Nazionale che ha disposto che la gara di Empoli dev’essere giocata nonostante nessuno si sia presentato lo scorso 5 aprile al Castellani. Col Chievo ad attendere, sicuro però che l’avversario forte del provvedimento dell’Asl che ne ha bloccato l’attività allo stadio non ci sarebbe andato. La tesi del Chievo poggia sul doppio binario percorso dall’Empoli che s’è avvalso del canonico jolly per rimandare la precedente gara con la Cremonese per aver avuto più di otto positivi al Covid senza però accettarne le conseguenze, quindi giocare in ogni caso quella successiva anche con una rosa ridotta al minimo come recita il regolamento. Proprio la via scelta dalla Lega di B e votata all’unanimità dall’assemblea per mettere al sicuro la stagione. Emblematico il caso estremo della Reggiana che perse a tavolino con la Salernitana dopo aver speso il bonus contro il Cittadella perché non aveva a disposizione quei dodici calciatori più il portiere stabilita come soglia minima per poterla giocare. Perché quindi alla Reggiana è stato dato lo 0-3 e all’Empoli no? Dopo la decisione del primo grado di far disputare Empoli-Chievo proprio la Reggiana ha manifestato «forte sconcerto e totale stupore in merito alle differenti risoluzioni di una medesima situazione» oltre a rimarcare «il peso differente ai contagiati del nostro club rispetto a quelli dell’Empoli: 29 persone colpite da Covid non sono state ritenute sufficienti per il rinvio». L’Empoli per far slittare l’incontro col Chievo si è avvalso della causa di forza maggiore, il cosiddetto factum principis secondo l’articolo 55 delle Noif, ma uscendo dal protocollo a cui sarebbe dovuto, invece, restare fedele dopo aver usufruito del jolly. L’altro punto è la forzatura della Lega B che ha fissato la partita alle 16 di martedì, proprio in pendenza dell’appello già preannunciato dal Chievo. Quel che non ha fatto la Lega di Serie A per l’analogo Lazio-Torino, aspettando il pronunciamento del Coni. Difficile che stavolta si vada oltre il secondo grado, troppo stretti i margini con la fine dei play off fissata per il 27 maggio più le quattro giornate di campionato ancora davanti. Al Coni si potrebbe andare a giugno, troppo tardi. L’udienza, una volta registrate le controdeduzioni dell’Empoli, dovrebbe essere messa in calendario già a metà della prossima settimana. Probabilmente uno o due giorni dopo la gara a questo punto sub iudice di martedì, il cui risultato potrebbe essere del tutto ininfluente. Il verdetto che conterà sarà quello della Corte d’Appello. •

Alessandro De Pietro

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