Empoli-Chievo già... domani In aula sfida a carte bollate

Il Chievo sul campo dell’Empoli il 5 aprile, partita rinviata per covid
Il Chievo sul campo dell’Empoli il 5 aprile, partita rinviata per covid

L’inizio dell’udienza domani ad ora di pranzo, quando il Chievo sarà in campo per la rifinitura. Il paradosso è completo. La Corte sportiva d’appello nazionale ha anticipato il procedimento al secondo grado di giudizio dopo che venerdì pomeriggio l’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini ha depositato il ricorso per la sentenza del Tribunale federale che ha deciso di far giocare la gara non disputata il 5 aprile al Castellani dove il Chievo s’era regolarmente presentato ma l’Empoli no forte del provvedimento dell’Asl che ne ha bloccato l’attività per i numerosi casi di covid all’interno del gruppo squadra. Martedì 27 alle 16 il faccia a faccia sul campo, come ha voluto la Lega B, domani il primo round in aula col dibattimento in videoconferenza che inizierà alle 12.30. Dovesse il Chievo uscire sconfitto scontato lo sconfinamento al Collegio di garanzia del Coni. La tesi di Malagnini è chiara, il nocciolo della questione anche. «Se l’Empoli ha chiesto il differimento della gara con la Cremonese non seguendo la norma della forza maggiore, quindi l’articolo 55 delle Noif, ma volendo che venisse applicato il protocollo e quindi il cosiddetto bonus, in quella successiva se non avesse avuto a disposizione dodici giocatori più il portiere la partita avrebbe dovuto perderla. O vai per la strada ordinaria, quella dell’articolo 55, o vai per quella speciale del protocollo, fra l’altro già riconosciuta dall’Empoli», il quadro di Malagnini, pronto a smontare anche il castello eretto dall’Asl locale diventata la chiave di altri casi simili in Serie A. «Quel provvedimento, cosiddetto impeditivo, l’Empoli l’ha avuto sia nella partita con la Cremonese sia col Chievo. Non poteva», evidenzia Malagnini, «per una optare per il protocollo e per l’altra per la forza maggiore. E su questo punto il Giudice sportivo non ha proferito nemmeno un rigo. Non ci dice perché è possibile, fra virgolette, nella stessa fattispecie, adottare il protocollo e la regola ordinaria. Limitandosi invece a dire quel che ha detto il giudice di Serie A per Lazio-Torino in cui il Torino non è andato a giocare perché l’Asl gli ha impedito di spostarsi. Se avesse spiegato che è possibile adottare nello stesso campionato, nella stessa stagione sportiva per una partita il protocollo e per quella dopo l’articolo 55 con una motivazione convincente priva di vizi logici e giuridici probabilmente non saremmo nemmeno andati alla corte. Invece non ha fatto altro che dar ragione all’Empoli perché essendoci la disposizione dell’Asl, il factum principis, era corretto non giocare. Incurante delle nostre posizioni difensive». Il verdetto della Corte sportiva d’appello è atteso per domani nel pomeriggio o al massimo in serata, quando il Chievo sarà già arrivato ad Empoli. Con l’estensione al Coni sullo sfondo, appendice probabilissima. •

A.D.P.

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