De Giorgis semina fiducia «Sarà dura ma ci crediamo»

Missione playoff   De Giorgis a colloquio con Squizzi prima dell’ultima sfida tra Entella e Chievo FOTOEXPRESS
Missione playoff De Giorgis a colloquio con Squizzi prima dell’ultima sfida tra Entella e Chievo FOTOEXPRESS
Missione playoff   De Giorgis a colloquio con Squizzi prima dell’ultima sfida tra Entella e Chievo FOTOEXPRESS
Missione playoff De Giorgis a colloquio con Squizzi prima dell’ultima sfida tra Entella e Chievo FOTOEXPRESS

Dalla scrivania di Giorgio De Giorgis la visione del Chievo è parecchio ampia. Una stagione intera alle spalle, i playoff ma anche molto altro. Compreso il futuro. Il Venezia è solo una tappa di un lungo percorso, fra veloci discese e complicate salite. La semifinale lontana 90 o, massimo, 120 minuti. Con la convinzione di poter continuare la corsa. «Di fronte avremo la squadra rivelazione della Serie B. Solida, forte, molto sicura dei propri mezzi, con tante certezze. Sarà dura, ma faremo la partita giusta. Noi ci crediamo, se poi saranno più forti di noi pazienza», la base di De Giorgis, ieri in diretta anche a Radio Verona per “Che aria tira” e domani al Sant’Elena con tutto il Chievo a rivendicare crediti persi per strada in questi mesi. Magari da riscuotere tutti insieme proprio in laguna. PUNTI IN MENO. Tira in fretta le prime somme De Giorgis. «Ripercorrendo il nostro cammino i playoff non sono mai stati in dubbio. L’anno scorso siamo andati di rincorsa, adesso siamo sempre stati fra le prime. Nella fase finale ci siamo un po’ disuniti per qualche risultato sfavorevole ma contavamo molto sulle ultime tre partite. Tutte ampiamente alla portata. Nel girone di andata», evidenzia il responsabile dell’area tecnica del Chievo, «abbiamo fatto 32 punti, senza voler troppo recriminare sulle decisioni arbitrali in un periodo per di più importante, in particolare contro Brescia e Monza una dopo l’altra. L’ottavo posto, per quel che abbiamo prodotto, ci sta un po’ stretto. Lo dimostra anche il fatto che lunedì a un certo punto, mentre vincevamo con l’Ascoli e il Cittadella stava perdendo col Venezia, eravamo vicini alla sesta posizione che ci avrebbe permesso di giocare il quarto di finale in condizioni di vantaggio. Chiudiamo a 56, come a luglio, ma in un campionato molto più difficile del precedente». EQUILIBRI SOTTILI. Ci sono anche i primi conti da fare. Proiezioni da misurare, quadri da aggiornare. «In valore economico la rosa è cresciuta poco semplicemente perché in giro non c’è liquidità. Di giocatori per la Serie A ne avremmo. Nessuno però oggi spenderebbe due, tre, quattro milioni su un calciatore in un periodo in cui nessuno sa di che morte morirà. Dal punto di vista sportivo», il fermo immagine di De Giorgis, «l’organico ha confermato in pieno le nostre aspettative. Conoscevamo il valore di De Luca, di Margiotta, di Canotto. Nomi meno conosciuti di altri ma non per noi. Estendo il giudizio positivo a tutti gli altri, non c’è uno che non abbia toccato il livello che credevamo potesse raggiungere. Obi? Stiamo discutendo il rinnovo. Vedremo. Aglietti? Affronteremo il discorso al momento giusto, premettendo che il rapporto è eccezionale». Difende anche l’attacco De Giorgis, non sempre prolifico per quanto avrebbe potuto. Quasi mai cinico per davvero, ora però trainato dalla velocità di Canotto e l’inventiva di Garritano. «D’accordo, ma non ci sono solo loro. Di rapidità e di punte pericolose ne abbiamo tante. Fabbro ci ha dato tanto lungo tutto l’anno, Margiotta ha un bel piede, Djordjevic può far gol come e quando vuole. Di opzioni davanti ce ne sono. Non avremo avuto la punta da tanti gol ma il Chievo ne ha segnati cinquanta con un saldo fra fatti e subiti assolutamente positivo. Questo è quel che conta soprattutto». QUADRO ALLARGATO. Necessario andare oltre il Venezia, in attesa di buttarsi nella mischia del mercato. «L’estate sarà molto complicata, per esigenze di bilancio dovremo anche vendere. I calciatori bravi li abbiamo», assicura De Giorgis, «non so se però le società avranno disponibilità sufficienti visto quant’è delicato il momento. Quel che i calciatori dovrebbero capire in fretta. Mi pare invece che non si siano resi conto del periodo che stiamo attraversando tutti. Gli agenti dovranno prima o poi dire ai loro assistiti che i soldi di una volta non ci sono più. Ho fatto il procuratore per trent’anni, la verità è che i giocatori vogliono sentirsi dire che sono forti, che guadagneranno tanto e che giocheranno la Champions League». IL REALISMO. Serviranno realismo e buon senso, insomma: «Quando si arriverà a firmare i contratti qualcuno dovrà pur fargli presente che a volerli è una squadra di B e solo per la salvezza. Noi siamo contenti. Ad esempio di come stesse crescendo De Luca fino all’infortunio. Ci auguriamo di riaverlo prima della fine della stagione, altrimenti la sua consacrazione avverrà il prossimo anno. E poi ci sono Mogos, Palmiero, Cotali. Più tanti giovani per me eccezionali. Da Bertagnoli a Pavlev e Zuelli. Purtroppo per loro han davanti giocatori molto forti che non mollano mai. Abbiamo seminato tanto, proviamo a raccogliere quel che meritiamo». •.

Alessandro De Pietro

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