Chievo, venerdì di fiducia La Covisoc non allarma

Il nodo iscrizione Luca Campedelli, presidente del Chievo: subito inoltrato il ricorso alla CovisocGiorgio De GiorgisCorrado Di Taranto
Il nodo iscrizione Luca Campedelli, presidente del Chievo: subito inoltrato il ricorso alla CovisocGiorgio De GiorgisCorrado Di Taranto
Il nodo iscrizione Luca Campedelli, presidente del Chievo: subito inoltrato il ricorso alla CovisocGiorgio De GiorgisCorrado Di Taranto
Il nodo iscrizione Luca Campedelli, presidente del Chievo: subito inoltrato il ricorso alla CovisocGiorgio De GiorgisCorrado Di Taranto

Piuttosto fiducioso il Chievo il giorno dopo. Con la tensione giusta e parecchie certezze. Nessuna ansia particolare, se non quella naturale di chi s’è trovato anche un po’ a sorpresa la strada sbarrata verso la prossima Serie B. Oggi fuori dai giochi, ma è solo il primo tempo della partita. Balla un pagamento, una rateizzazione secondo la Covisoc non proprio perfetta. Abbastanza per stoppare l’iscrizione e rimandare tutto a mercoledì quando l’organismo di controllo sulle società professionistiche si riunirà nuovamente, dopo aver fissato a martedì l’ultimo giorno utile per i ricorsi. In via di definizione quello del Chievo, al lavoro anche nel fine settimana con la sua squadra di avvocati per sistemare ogni dettaglio. Il lungo weekend Bisognerà aspettare, di certo non sarà un weekend come gli altri. La pressione sale, inevitabile. Ma nessuno - dal presidente Campedelli a Giorgio De Giorgis fino a Corrado Di Taranto - si sente davvero spalle al muro. I margini di manovra ci sono, anche ampi. La società ha rassicurato i giocatori, parlato con Zaffaroni, dispensato serenità in ogni angolo di Veronello, lanciato messaggi positivi a destra e a sinistra. Guardando oltre, concentrandosi sul campo, isolando per quanto possibile l’inattesa appendice. Confinandola alle stanze della sede di via Galvani. Giovedì il verdetto del Consiglio federale, la parola definitiva, quando all’inizio del campionato mancherà poco più di un mese ed uno dalla prima di Coppa Italia. Leggera discesa Il Chievo credeva di aver risolto la questione al momento della consegna della domanda, mettendoci direttamente la liquidità necessaria per chiudere il cerchio senza dover ricorrere al mercato in uscita e a cessioni controproducenti perché il prezzo l’avrebbe deciso chi voleva acquistare e non chi doveva vendere. Scontato, al di là del totale immobilismo generale. Per un paio di sacrifici tecnici c’è tempo, per il resto bisognava agire piuttosto in fretta. Le prime basi per il ricorso hanno occupato ieri buona parte della giornata, senza però monopolizzarla del tutto. Senza bloccare la macchina, senza moltiplicare dubbi e reali paure. Non è stato proprio un gioco da ragazzi chiudere l’iscrizione, eppure il Chievo si sentiva piuttosto al sicuro. Tanto da tuffarsi nella scelta del nuovo allenatore, entrando nelle questioni puramente tecniche, credendo che tutto fosse sistemato. Qualcosa la Covisoc ha invece trovato, anche se il Chievo ha pagato quel che c’era da versare. Ha fatto tutto, dal primo all’ultimo passaggio. Dal più semplice al più spinoso. In sospeso probabilmente solo un semplice dettaglio, nessuna matassa che un reclamo ben confezionato non possa sbrogliare. Il Chievo è convinto che sia proprio così «ritenendo di aver operato in linea con le normative vigenti e federali». Piccolo passo Spiazzati tutti l’altro ieri per quella mail ricevuta alla casella di posta certificata quando la Covisoc ha iniziato ad informare le venti società di B. Cinque minuti dopo le undici sera, dopo una lunghissima attesa e i punti interrogativi che cominciavano a lievitare così come le speranze di chi del Chievo, vedi il Cosenza, prenderebbe volentieri il posto. All’improvviso pesante l’aria, senza che nessuno sia davvero riuscito ad alleggerirla. Impossibile, fra voci gonfiate e il solito vortice di telefonate. Punti di domanda ad accavallarsi uno sull’altro e poco tempo per articolare le prime risposte. Quando puntare l’indice contro il Chievo è diventato di nuovo fin troppo facile, anche se quello della Covisoc non era una condanna al terzo grado. Cavilli C’è tempo e modo per rimediare, ma adesso di margini di errore non ce ne sono più. Lo sa bene il Chievo che non ha perso un minuto a riaprire il capitolo dell’iscrizione segmentando quel punto da chiarire al più presto. Il vizio della rateizzazione non è nei tempi, quanto in un cavillo in teoria non così complicato da aggiustare. La palla è già passata ai legali, fino a martedì saranno loro a dover giocare. Nessun fantasma del passato, nessun incubo da rivivere. Altra materia questa rispetto ad altri ostacoli, ben più severi, in cui il Chievo s’è imbattuto in questi anni. Il problema è risolvibile, certo non in cinque minuti ma in due o tre giorni sì. Abbastanza per rimettere le cose a posto. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro

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