Chievo, si apre uno spiraglio Il Tar vuole vederci chiaro

Il presidente del Chievo Luca Campedelli ora può sperare nel “miracolo“
Il presidente del Chievo Luca Campedelli ora può sperare nel “miracolo“
Il presidente del Chievo Luca Campedelli ora può sperare nel “miracolo“
Il presidente del Chievo Luca Campedelli ora può sperare nel “miracolo“

Luci accese fino a tarda sera in sede. Ad attendere il Tar, a registrarne le aperture persino inaspettate, ad invocare un verdetto che invece arriverà solo oggi. Il Chievo un’altra notte insonne l’aveva comunque già messa in preventivo. Il Tar stavolta nel merito c’è entrato. Ha preso in considerazione la materia tributaria, diversa da quella ordinaria. Con maggiori aperture ed altri parametri. Con margini più ampi. Quelli che il Chievo ha colto ora dopo ora, con tutti i segnali che giungevano da Roma in un’altra giornata interminabile. Con la certezza dell’elasticità estrema del tribunale amministrativo del Lazio. Tali da mettere in seria discussione i paletti della Figc, proprio quel che servirebbe al Chievo per rimanere in extremis in Serie B. Contropiede vero Il Tar ha osato ed anche parecchio, sfondando le barriere dell’articolo 52 delle Noif sul titolo sportivo stabilendo ad esempio che la Casertana, non ammessa in Lega Pro, potrà ripartire dalla Serie D con l’attuale compagine societaria e senza per di più dover versare il contributo di trecentomila euro chiesto dalla Figc per l’ammissione in sovrannumero, sconfessando quindi due punti chiave della vecchia norma federale per cui era prima inammissibile nel piano di ripartenza «aver soci e/o amministratori che abbiano ricoperto, negli ultimi cinque anni, ruoli dirigenziali con poteri di rappresentanza nell’ambito federale, in società destinatarie di provvedimenti di esclusione dal campionato di competenza o di revoca dell’affiliazione dalla Figc» oltre a dover pagare una cifra almeno di 150mila euro «qualora fosse consentita la partecipazione al Campionato Interregionale o al Campionato Regionale di Eccellenza». Un tetto per il Chievo esteso a mezzo milione. La disposizione, in caso di sentenza avversa, permetterebbe al Chievo di ricominciare dalla D con Luca Campedelli rendendo a quel punto vana la manifestazione d’interesse del Comune di Verona valida fino a sabato ed avviata per raccogliere e passare in esame nuove società in grado di proseguire nell’opera del vecchio Chievo dopo aver seguito proprio l’iter indicato dalla Figc. Quel che è impossibile per la Federcalcio è ora certo per il Tar. Via affascinante per gli esperti di diritto sportivo. E passaggi probabilmente da riscrivere. Tutto deciso La decisione di non inserire la Casertana in Lega Pro, oltre al Carpi, non è un cattivo segnale per il Chievo per le sue speranze di entrare in B da ventunesima squadra. Le due società avevano anche altre questioni in sospeso. Ed ogni caso ha le sue differenze. I varchi giuridici i legali di Campedelli li hanno trovati da tempo, mai davvero vivisezionati come il Chievo ha sempre chiesto a gran voce senza che nessuno abbia invece mai scavato nelle leggi di Stato. Al di là della scadenza perentoria del 28 giugno imposta dalla Federcalcio per presentare la domanda d’iscrizione e del piano di rateizzazione decaduto, alla base della bocciatura della Covisoc e quindi della Figc. Perché né il Coni né lo stesso Tar nel provvedimento monocratico hanno davvero analizzato fino in fondo la questione e tenuto conto come un nuovo piano sia possibile, a maggior ragione in questo periodo di cartelle sospese e pagamenti che ripartiranno solo il primo settembre. Incroci fra la giustizia del calcio e quella ad un piano più alto, spesso e volentieri vincente. Bisognerà leggere le motivazioni, in caso di parere favorevole, per capire poi se i giocatori svincolati d’ufficio dalla Figc torneranno di proprietà del Chievo, caso più unico che raro ma a questo punto non così impossibile, o se il Chievo sarà risarcito in altro modo. In caso di ennesima bocciatura però Campedelli sarebbe comunque in gioco, se varrà il teorema utilizzato per la Casertana. Nella sede di via Galvani però i pensieri erano altri. Uno su tutti: riavere la B. Ad ogni condizione. L’assoluta flessibilità del Tar, delimitando confini del tutto nuovi, è un assist alla fiducia. Anche se moderata. Le ragioni del Chievo stavolta sono state ascoltate tutte. Finalmente. •.

Alessandro De Pietro

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