Chievo, scossa al calendario. A maggio maratona per la A

Aglietti aggiorna i programmi: la corsa alla A è sempre più complessa
Aglietti aggiorna i programmi: la corsa alla A è sempre più complessa

La partita di Sant’Elena solo il primo maggio. Poi una volata a perdifiato fino al 10 per chiudere la stagione regolare e fino al 28 se si riuscisse a proseguire il durissimo cammino fino alla finalissima dei playoff. Il Chievo scruta l’orizzonte e scopre, dopo la giornata di ieri, che la rincorsa alla Serie A può trasformarsi in una maratona pazzesca. Una marcia a tappe forzate che costringerebbe i gialloblù a disputare fino a dieci partite in ventotto giorni nel momento in cui i giudici federali dovessero stabilire anche la data del recupero con l’Empoli al Castellani. Un passaggio resosi necessario - al netto di altri, potenziali forzature al calendario - dal voto dell’assemblea della lega cadetta, riunitasi ieri (naturalmente in modalità remota) per decidere come ovviare ai casi di Covid 19 a Pescara senza troppo falsare la regolarità del torneo. Già disturbato in altri frangenti dai ripetuti tackle del virus. VOTO QUASI UNANIME. L’assemblea di Lega ha deciso infatti la sospensione delle prossime due giornate di campionato (quelle in programma domani e sabato) e ha deliberato le nuove date delle ultime quattro giornate, playoff e playout compresi. Una scelta, come detto, arrivata in conseguenza allo stop all’attività agonistica imposto dalla Asl al Pescara a causa delle positività al Covid 19 nel gruppo squadra. Gli ultimi quattro turni della stagione regolare saranno dunque concentrati tra sabato primo maggio (data di Venezia-Chievo) e lunedì 10 maggio (Chievo-Ascoli). Di mezzo ci sarebbero Chievo-Cremonese (martedì 4 maggio) ed Entella-Chievo (venerdì 7 maggio). Quattro sfide in dieci giorni in attesa dei possibili spareggi promozione (primo turno già il 13) con l’obbligo di chiudere la partita con la finale di ritorno per la A entro il 28, dovendo poi liberare i giocatori delle nazionali in vista dell’imminente europeo. IL RICORSO. E a rendere ancora più ingarbugliato il quadro c’è il giudizio pendente su Empoli-Chievo, gara mai disputata il 5 aprile scorso dopo l’intervento dell’Ausl toscana. Anche in questo caso per il nutrito focolaio di Covid 19 tra i membri del gruppo squadra e quelli dello staff tecnico azzurro. Il Chievo ha infatti preannunciato reclamo al giudice sportivo contro la decisione di far disputare la gara, pur non avendo ancora stabilito in quale giorno. Via Galvani sosterrà il mancato rispetto del protocollo nell’attesa che il Collegio di garanzia si esprima anche sulla vicenda di Lazio-Torino, per certi aspetti molto simile proprio a quella di Empoli-Chievo. Più di Juve-Napoli, la prima partita che autorizzò la mancata osservanza delle norme stabilite all’inizio della stagione. Stabilendo di fatto come la causa di forza maggiore sia sempre vincente rispetto alle regole che il pallone si era dato. CHE... TEMPI Il problema è che difficilmente i giudici si esprimeranno su Empoli-Chievo prima della prossima settimana, spostando così a maggio anche l’eventuale disputa del match del Castellani. E intasando dunque ancora di più il programma. Al Chievo non resta che riposare un paio di giorni e attendere sviluppi. Si ricomincia tra dodici giorni a Venezia. Lo scontro diretto, inizialmente in calendario per domani sera, che potrebbe già determinare parecchio in chiave promozione. Nell’attesa di tuffarsi nel maggio più folle di sempre. •

Francesco Arioli

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