Chievo, sarà lotta fino alla fine La Spal tappa fondamentale

Il Chievo riparte dal pareggio di Reggio Calabria FOTOEXPRESSFilip Djordjevic in azione nella gara persa a Brescia. Per l’attaccante serbo è la terza stagione al Chievo
Il Chievo riparte dal pareggio di Reggio Calabria FOTOEXPRESSFilip Djordjevic in azione nella gara persa a Brescia. Per l’attaccante serbo è la terza stagione al Chievo
Il Chievo riparte dal pareggio di Reggio Calabria FOTOEXPRESSFilip Djordjevic in azione nella gara persa a Brescia. Per l’attaccante serbo è la terza stagione al Chievo
Il Chievo riparte dal pareggio di Reggio Calabria FOTOEXPRESSFilip Djordjevic in azione nella gara persa a Brescia. Per l’attaccante serbo è la terza stagione al Chievo

La serie A passa anche da Filip Djordjevic. Un lampo a Reggio Calabria. «Dove si è rivisto il Chievo che piace a noi» racconta l’attaccante serbo: 33 anni, quattro reti in stagione, contratto in scadenza a fine giugno «ma al futuro non penso». Djordjevic, che stagione è stata fin qui per il Chievo? Abbiamo vissuto tra alti e bassi. Ci stiamo riprendendo. Si è vissuto un lungo periodo di imbattibilità e di fiducia. Poi, dopo il ko con il Monza, è arrivata la flessione. Ma, dentro ad un campionato, succede anche questo. A livello personale? Conta il presente. Ho avuto qualche problema fisico. Ma sono ancora in tempo per poter essere determinante. Mi sento bene, ho fiducia. Posso dare il mio contributo. Chievo ottavo. La lotta play off promette sofferenza Sì, ma il Chievo è sempre in lotta. Non ha mai mollato nulla e non ha intenzione di farlo adesso. Cosa manca ancora? Credo non sia un discorso di punti ma di opportunità. Sono in arrivo scontri delicatissimi. Quelli destinati a decidere il nostro futuro. Lo sappiamo e dovremo farci trovare pronti all’impatto. Le sue favorite per la serie A? A oggi Empoli e Lecce. La sorpresa del campionato? Il Venezia. Per il calcio che propone, per i risultati che ha saputo ottenere. Si è meritata un posto tra le grandi del torneo. Il rapporto tra lei e Aglietti? Quello che deve esserci tra un allenatore e un giocatore. Pensiamo al bene del Chievo. Un passo indietro: che spiegazione si sente di dare alla flessione che avete avuto nell’ultimo periodo? I vuoti capitano dentro ad una stagione. L’abilità sta nel gestirli al meglio. Mi pare che il Chievo abbia rialzato la testa, consegnando segnali positivi. Faccio riferimento anche all’ultima gara pareggiata con la Reggina. Adesso la Spal. Già una di quelle partite da... Da non sbagliare. Pesa molto per noi e anche per loro. Poi arriveranno Empoli, Pisa, Cittadella, Venezia. La verità passa dal campo. C’è da sbagliare poco niente. Tempo di scelte: il compagno da mandare in vetrina? Tanti giovani, molto bravi anche. Uno? Adrian Semper. Ha dimostrato crescita importante, e lo considero già pronto per la serie A. Parliamo anche degli altri. Lo scudetto è già assegnato? Non penso che l’Inter possa perderlo. Ha vissuto grande sofferenza per arrivare lì, si è creata un margine importante. Credo sia arrivato l’anno giusto per vincere. L’estate porterà anche il campionato europeo. La sua favorita? L’Italia. Mi piace per come gioca, mi piace per compattezza e talento. Possono fare strada. Poi ci sono le solite note: Spagna e Germania Verona è città che ospita talenti dell’Est. L’Hella ha puntato sul suo connazionale Ilic. Valutazione? Ivan è ragazzo davvero interessante. Un’ottima scelta, visto che è finito anche nel giro della Nazionale serba.

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