Alle 19 contro il Frosinone

Chievo, operazione riscatto: questione di anima. Risorgi e spazza via tutti i nuvoloni

Palmiero, qui a Lecce contro Coda, rientra stasera dal 1’ FOTOEXPRESS
Palmiero, qui a Lecce contro Coda, rientra stasera dal 1’ FOTOEXPRESS
Palmiero, qui a Lecce contro Coda, rientra stasera dal 1’ FOTOEXPRESS
Palmiero, qui a Lecce contro Coda, rientra stasera dal 1’ FOTOEXPRESS

Il livello dell’autostima si sarà probabilmente ridotto. Quello delle motivazioni, in compenso, potrebbe rasentare quote folli. Questione di classifica, questione di orgoglio ma anche di rispetto minimo della legge dei grandi numeri.

 

Se solo chi cade può risorgere allora questo Chievo, preso a pallate per almeno un tempo sabato a Lecce, stasera dovrebbe scattare come una molla per cancellare critiche e amarezze assortite e scatenare tutta la sua energia contro il Frosinone, ospite (oggi alle 19) al Bentegodi per la decima giornata di ritorno di Serie B.

 

Questione di orgoglio ma anche di buona memoria, verrebbe da aggiungere, ripensando alle rocambolesche modalità con cui i ciociari si presero la partita d’andata. Prima schiacciati dalla manifesta superiorità dei gialloblù e poi, a metà ripresa, premiati dagli esiti di un’impensabile rimonta, agevolata pure da una svista arbitrale.

 

«Meglio che si giochi subito, non c’è quasi tempo di metabolizzare nulla perché è già il momento di pensare alla prossima partita», la traccia di Alfredo Aglietti, indirizzata al sito ufficiale del club, dopo il rovescio in Puglia.

 

«Il Frosinone è un’ottima squadra. Anche loro non stanno vivendo un periodo brillante, sarà una partita difficile. Noi dovremo ritrovare innanzitutto la prestazione per poi portare a casa il risultato».

 

Inevitabile riflettere sui giocatori cui dovrebbe essere affidata l’operazione riscatto. Out Obi per squalifica, in precarie condizioni Vaisanen - dopo il colpo subito a Via del Mare - e convalescente Djordjevic (assente a Lecce), il tecnico aretino ripescherà Palmiero da schierare in tandem con Viviani e probabilmente Gigliotti da risistemare nel centro della linea difensiva.

 

E l’attacco? Tutto da disegnare, nel rispetto delle direttive anticipate dallo stesso Aglietti: «Il discorso da fare non riguarda tanto il fatto di mischiare le carte. Semmai», l’indicazione, «bisognerà mettere in campo chi dimostra di stare meglio in questo momento, sia a livello mentale che a livello fisico».

 

Quindi «sceglierò gli undici che mi daranno più garanzie da questi due punti di vista». Fin troppo chiaro l’obiettivo, al di là dei tre punti: vincere stasera permetterebbe - come già scritto - di stipulare una sorta di assicurazione in chiave playoff, eliminando (o quasi) dalla corsa alla Serie A proprio quelli di Nesta. E cancellando le ombre del periodo più storto dell’era Aglietti. Indispensabile dunque stivare angosce e amarezze alle spalle: il Bentegodi, questa sera, può trasformarsi nel teatro del rilancio. •

Francesco Arioli

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