Chievo, pazienza e fantasia Allo Zini per rialzare la voce

Alfredo Aglietti
Alfredo Aglietti

Chievo contro Cremonese, Aglietti contro Bisoli, l’opportunità di accelerare (da una pòarte) contro l’esigenza fattasi stringente (dall’altra) di vincere - o comunque di non soccombere - pena il futuro stesso della panchina. Storie di ordinaria urgenza attorno e dentro il confronto di oggi allo «Zini», primo dell’anno solare ma ultimo in attesa della (breve) sosta del campionato di Serie B. Niente di troppo nuovo comunque sotto le stelle anche per i gialloblù della Diga che, inanellati quattro pareggi di fila, inseguono ora un rilancio in grande stile, capace di ridare fiato alle ambizioni di recupero posizioni e riavvicinare in maniera convincente l’area playoff. Fattori favorevoli? I ragazzi stanno (quasi) tutti bene, con gli unici Canotto e Vaisanen ancora (per poco?) fuori dai giochi. Fattori di stimolo? Gli attaccanti sono più che mai chiamati allo squillo, per quanto Alfredo Aglietti, alla vigilia, decida di mandare un segnale più in generale ai suoi creativi. QUESTIONE DI SPAZI. Perché contro la Cremonese, squadra solida, poco portata allo spettacolo, gli uno contro uno possono diventare decisivi: «È chiaro che quando hai pochi spazi, come è successo col Venezia, c’è bisogno che i giocatori di qualità e di fantasia si prendano responsabilità nel cercare di saltare l’uomo, creare superiorità numerica, calciare in porta, cercare un assist», ricorda proprio Aglietti prima di partire verso la Lombardia. «Noi abbiamo giocatori con questo tipo di caratteristiche. E qualcuno sta anche un po’ crescendo sotto l’aspetto della condizione per cui mi aspetto che cresca anche sotto l’aspetto della prestazione». La scena è quella solita, nella sala conferenze di Veronello. Interlocutore - permanendo le limitazioni da Covid - l’ufficio stampa del club: «La vittoria ci manca», spiega ancora il tecnico gialloblù, «ma è vero che abbiamo avuto un calendario anche difficile, con partite complicate che non si sono messe neanche bene, come a Pisa e contro il Venezia. Partite che abbiamo avuto il carattere di riprenderci per portare a casa il risultato». Ma «questo è un campionato particolarmente complicato e tutte le partite sono combattute». E «se anche non sta arrivando la vittoria siamo comunque in serie positiva da diversi turni. Certo la vittoria darebbe un senso importante al cammino fatto finora ma già a Cremona troveremo una squadra che ha bisogno di punti e che ha valori importanti», anticipa Aglietti. Che disegna anche il suo quadro tattico: «Non mi aspetto una partita aperta, la Cremonese è squadra molto brava a chiudersi a a ripartire» e «noi queste ripartenze non dovremo concedergliele. Bisognerà invece attaccare con lucidità, senza frenesia. Ed essere bravi a gestire la palla, cercando di avere pazienza nell’andare a fargli male. Occhio anche alle coperture preventive». LE SCELTE. L’imminenza della pausa non costringe Aglietti a rotazioni particolari: probabile che lungo la linea a quattro, in mediana, si rivedano gli stessi titolari opposti al Venezia. Rigione si candida invece ad una maglia in difesa mentre davanti, sempre dal 1’, potrebbe toccare a Margiotta. Quanto alla sosta, «direi che è atipica, dura praticamente una sola settimana», commenta “Aglio”, «senza contare che arriva dopo un tour de force e che dopo ne inizieremo un altro forse anche più difficile, perché avremo da recuperare due partite e giocheremo mi pare dieci volte in un mese». Però uno stop serve: «Certo, non è importante solo il lavoro ma anche la fase di recupero, a livello mentale oltre che fisico», conferma l’allenatore gialloblù. «Prima però c’è Cremona, dunque una gara che andrà affrontata col piglio giusto». •

Francesco Arioli
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