Chievo, fiducia... a ostacoli E Cosenza coltiva il sogno

Grane estive  Luca Campedelli, presidente del ChievoGiorgio De Giorgis FOTO BOLDRINI
Grane estive Luca Campedelli, presidente del ChievoGiorgio De Giorgis FOTO BOLDRINI
Grane estive  Luca Campedelli, presidente del ChievoGiorgio De Giorgis FOTO BOLDRINI
Grane estive Luca Campedelli, presidente del ChievoGiorgio De Giorgis FOTO BOLDRINI

La questione è seria, i margini di manovra al momento minimi. Almeno sul terreno della Figc. Oggi il Chievo rifinirà il ricorso alla Covisoc, l’organismo interno alla Federcalcio che giovedì ne ha respinto la domanda d’iscrizione alla prossima Serie B obiettando sulla rateizzazione col fisco. L’ostacolo è parecchio alto, il problema per niente semplice da risolvere, le perplessità tante. Difficilmente la Covicoc sconfesserà la sua decisione appena cinque giorni dopo essersi espressa, difficilmente la Figc nel Consiglio di giovedì andrà contro il parere della Covisoc. Per adesso insomma il Chievo ha mani piuttosto legate, senza poter produrre nulla di più di quanto già inviato entro il termine ultimo del 28 di giugno. Così la legge La norma è chiara, per la quale «gli adempimenti effettuati successivamente così come la relativa documentazione non potranno essere presi in considerazione». In più «l’inosservanza anche ad uno degli adempimenti previsti determina la mancata concessione della Licenza Nazionale per il Campionato di Serie B 2021/2022». Nel ricorso il Chievo potrà al massimo far valere le proprie ragioni, spiegando a fondo la sostenibilità del suo piano. Ma senza poter sconfinare nel campo della vera sostanza. Senza poter produrre nuovi elementi. Secondo round Più libertà la garantirebbe il Collegio di garanzia del Coni, a cui il Chievo inevitabilmente s’appellerebbe se il Consiglio conserverà la linea della Covisoc. Fuori dal recinto della Figc, ora pieno di paletti e insidiosissime trappole, sarà possibile riformulare la propria tesi difensiva e strappare un verdetto positivo. Di tempo non ce n’è molto, entro la fine di luglio la Serie B dovrà avere le sue venti squadre. Calendario il 24 Non è neanche escluso che il calendario, ufficiale sabato 24 a Ferrara, possa essere comunque completato con le partite delle 38 giornate ma con l’incognita legata proprio al verdetto del Collegio del Coni. Quella crocetta che il Chievo vorrebbe venisse spazzata via già giovedì, ma con la consapevolezza che il traguardo non sia così vicino. E nemmeno così semplice da tagliare. Il primo turno è fissato per il 21 agosto, ma nel week end precedente sarà già Coppa Italia coi trentaduesimi di finale. Il Chievo continua ad avere fiducia, dopo essersi immerso a capofitto nel nodo dell’iscrizione per lunghissime settimane sicuro di aver rispettato ogni criterio richiesto. L’e-mail della Covisoc delle undici di sera di giovedì scorso ha però detto ben altro. E da quella base bisogna ripartire, come ha fatto giorno e notte la squadra di avvocati del Chievo. Pesi e misure La giustizia farà il suo corso. L’altra variabile, meno scientifica, è nel peso specifico del Chievo fra i poteri forti del calcio. Una regola tante volte sperimentata anche duramente. La classica vittima sacrificale che conta meno di tante altre, sospetto partito dal processo sulle plusvalenze fittizie col Cesena del 2018. Canovaccio diventato negli anni abitudine nel mondo del pallone. L’unico colpevole però era uno solo. Abbastanza da spingere la giustizia sportiva a chiedere quindici punti di penalizzazione per la stagione sportiva che il Chievo aveva chiuso con cinque punti di vantaggio sul terzultimo posto. Una richiesta pesantissima, quella della Procura, asciugata a tre dalla sentenza al termine di un procedimento che la Figc dovette ricominciare daccapo. Colpa di un errore trovato in fretta dai legali del Chievo sui tempi di audizione di Luca Campedelli, il quale aveva chiesto di essere ascoltato dai giudici nel pieno rispetto del suo diritto. Le calabresi... in agguato Quel tempo guadagnato fu determinante per spostare la penalità alla successiva Serie A, senza rischiare la retrocessione a tavolino a vantaggio del Crotone. Stavolta è il Cosenza in agguato, sempre a vigilare negli uffici di Roma. Più che mai convinto, da quartultima, di poter prendere il posto del Chievo. La settimana è scritta. Infinita. Oggi le ultime conclusioni dei legali, dopodomani il nuovo parere della Covisoc sul ricorso che il Consiglio federale dovrebbe soltanto fare suo. Quando il Chievo saprà se è uscito vittorioso anche da questa battaglia o se dovrà invece guardare verso il Coni. E restare col fiato sospeso ancora per un bel po’. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro

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