Playoff Serie B

Chievo, conta solo vincere: a Venezia si gioca un pezzetto di A. E c'è un «talismano»...

Alfredo Aglietti
Alfredo Aglietti
Alfredo Aglietti
Alfredo Aglietti

Aggrappati ad Alfredo Aglietti. Un talismano per i play off. L’uomo delle imprese impossibili. Guru all’Hellas, sciamano al Chievo la scorsa stagione. Aglio dà il meglio di sè quando finisce spalle al muro. Lo ricordano i tifosi del Verona ai quali ha regalato una promozione tutt’altro che scontata.

E i tifosi del Ceo non possono dimenticare quanto fatto dal tecnico toscano la scorsa stagione: libidine play off fino alla dolorosa uscita in semifinale contro lo Spezia di Vincenzo Italiano, poi promosso in serie A. Stavolta è diverso. A citare i proverbi, verrebbe da dire: non c’è due senza tre. Ma stasera in Laguna, Aglietti dovrà consegnare il meglio di se stesso al Chievo. Idee, intuizioni e ispirazioni vincenti. Perchè non si possono fare calcoli. I gialloblù devono solo vincere. Il Venezia, che in campionato si è piazzato meglio, possono pure permettersi di pareggiare. In salita? Certo. Ma è da una vita che Aglietti viaggia in salita. Cuore da sherpa, pensieri bellicosi.

E per lui arriva un altro deja vu. Ciciretti e De Luca fuori dai giochi. Viviani squalificato. Ma è il momento di “andare oltre“. «La lista tra acciaccati e indisponibili è lunga» racconta il tecnico. «Recuperiamo Mogos. Poi Gigliotti e De Luca non stanno bene. Quindi, le assenze le abbiamo. Ma conteranno relativamente, perchè comunque è una partita da “dentro e fuori“. E chi va in campo, dovrà dare tutto quello che ha. Come sono convinto che faremo». Ieri a Veronello pure la piacevole sorpresa dei tifosi della North Side, che hanno voluto manifestare la loro vicinanza con uno striscione apparso a Veronello. «Fa assolutamente piacere. Queste manifestazioni di affetto ci fanno piacere. Sappiamo che i nostri tifosi ci sono vicini, seppur rimanendo lontani. E sappiamo bene che i tifosi vorrebbero essere presenti per starci vicino. E lo striscione che è apparso (“non importa il risultato, forza lotta per la nord“ la scritta sullo striscione dei tifosi, ndr) ci ha ha fatto un grande piacere, e sarà uno stimolo in più».

E poi c’è la partita. Il Venezia è squadra abituata a non fara calcoli. Calcio propositivo, conquista del territorio, possesso palla. Ma stavolta i lagunari potrebbero anche interpretarla diversamente, considerato che avranno a disposizione due risultati su tre. «Possono fare tutte e due le cose, visto che nell’ultima partita di campionato (persa 1-3 dal Chievo al Penzo ndr), nel secondo tempo ci hanno aspettato, colpendoci due volte in contropiede. Dobbiamo essere bravi a capire noi quando faranno l’una o l’altra cosa. Poi, non so cosa hanno intenzione di fare loro e poco mi interessa. Perchè quello che dobbiamo fare noi è molto più importante. E dovremo cercare di farlo bene. Va migliorata la qualità dei passaggi e, cosa più importante, dovremo cercare di sbagliare poco a livello tecnico perchè loro, poi, su queste situazioni ripartono e fanno male. Anche il possesso palla dovrà essere efficace e non sterile, perchè anche questo aspetto può diventare una delle chiavi della partita».

Un passo indietro «L’ultima gara giocata contro di loro in campionato ha detto che il Venezia aveva meritato di vincere, dimostrando di essere squadra molto insidiosa e pericolosa. Quindi, abbiamo cercato di lavorare sugli errori che sono stati commessi. Cercando magari di fare qualcosa di diverso. E va tenuto conto anche di un altro aspetto: la partita questa volta potrebbe durare 120’. Forze ed energie andranno gestite nel modo migliore, tenendo conto che la partita si può vincere anche all’ultimo minuto. L’importante è rimanere in partita, non subire gol, non andare sotto. Perchè a quel punto loro potrebbero essere più rilassati. Viceversa, quando c’è da gestire un pareggio, se la partita si tiene in bilico, anche loro potrebbero farsi venire il “braccino“. Nella nostra testa sappiamo che possiamo solo vincere e c’è la convinzione di poterlo fare». Ultimo pensiero su Canotto, riscopertosi bomber. «Gigi i suoi gol li ha sempre fatti. Sta giocando più vicino alla porta, ci dà più imprevedibilità e si sta ritagliando uno spazio importante»..

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