Chievo a ritmo playoff. Ma per la promozione serve un prodigio

Alfredo Aglietti al GranilloDjordjevic festeggiato dopo il gol di Reggio, ultima sfida del Chievo
Alfredo Aglietti al GranilloDjordjevic festeggiato dopo il gol di Reggio, ultima sfida del Chievo

L’ottavo posto alla trentesima giornata di solito è garanzia di playoff, là dove Aglietti entrò già nel lontano 2013 col Novara nell’ultima stagione in cui la corsa alla Serie A era limitata fino alla sesta. L’esempio più fresco giusto la scorsa estate, proprio col Chievo sul gradino più basso fino a nove giornate dal termine, proprio come ora, ma con due punti in più. Alla fine dei conti sesto e semifinalista, lasciando la finale e la promozione allo Spezia di Vincenzo Italiano dopo aver fatto fuori il Frosinone di Nesta, ottavo, ma capace di arrampicarsi quasi fino in cima battendo Cittadella e Pordenone. Piuttosto scientifica la Serie B, con la quota dei 44 quasi ferrea linea di confine fra l’ingresso per gli spareggi e l’anonimato. Solo due volte in sette campionati l’ottava non è entrata nella ristretta cerchia che consegna il terzo pass per la A. Capitò nel 2014 al Siena di Beretta e all’Avellino di Rastelli, scese rispettivamente in nona e undicesima posizione a vantaggio dello Spezia di Mangia, e nel 2016, al Brescia di Boscaglia, sostituito dal Novara di Baroni e scavalcato dall’Entella proprio di Aglietti e dal Perugia allora nelle mani di Bisoli, due anni prima in A col Cesena proprio vincendo i playoff. STRADA FACENDO. Il punto più alto lo toccò il Perugia di Cristian Bucchi nel 2017, in tutto 21 punti sui 36 disponibili nelle ultime otto, in un campionato però a ventidue squadre e quindi con quattro partite in più di oggi, tanto da chiudere a quota 65 e in quarta posizione. Eliminato solo in semifinale dal Benevento anche di Ciciretti, che salì in Serie B battendo in finale il Carpi. Un bel balzo in avanti lo fece pure il Cittadella, sesto a 63 ma fuori già ai quarti. A fine luglio il Chievo centrò l’obiettivo chiudendo sesto a 56, contro i 60 del Perugia del 2018, che proprio a cavallo dei playoff passò da Breda a Nesta fuori già ai quarti perdendo 3-0 col Venezia di Pippo Inzaghi nel tabellone in cui trionfò il Frosinone di Longo, uno dei tanti allievi di Gigi Delneri ai tempi del Chievo. Di strada Aglietti deve percorrerne un altro po’ ma non sarà così semplice con Spal, Empoli, Pisa, Cittadella, Venezia, Cremonese, Entella ed Ascoli da qui alla trentottesima. E la differenza fra la gioia e lo sconforto in B è sempre molto sottile. ZERO FAVOLE. I playoff poche volte hanno sconfessato gli equilibri della regular season. Terzi e in Serie A il Novara nel 2011, il Livorno nel 2013 e il Frosinone nel 2018, quarti il Cesena nel 2014, il Bologna nel 2015 e il Pescara nel 2016, quinto il Benevento nel 2017 e il Verona di Aglietti nel 2019 e lo Spezia sette mesi fa, sesta ma fuori concorso la Sampdoria favoritissima alla vigilia ma deludente finché rimase nelle mani di Atzori. La svolta con Iachini, agile a superare in finale anche il Varese di Maran. Ma nessuno, partendo dal settimo o dall’ottavo posto, è andato in Serie A negli ultimi dieci anni. Chi andò più vicino all’impresa fu il Pescara passato dalle mani di Baroni a quelle di Oddo, settimo nel 2015 e in grado di prendersi la finale vincendo ai quarti a Perugia anche con un gol di Politano ed eliminando nella doppia semifinale il Vicenza di Marino. All’ultimo atto, col Bologna di Delio Rossi, al Pescara non bastarono due pareggi per mettere l’ultima firma su un’opera che Oddo comunque completò l’anno dopo spezzando il sogno del Trapani di Cosmi grazie anche ai 27 gol di Lapadula. LA CURA DI VERONELLO. Il Chievo, nella sua storia di Serie B, nel finale è cresciuto spesso e volentieri. Allungando il passo in modo anche sensibile. Accadde alla prima ed alla terza versione di Malesani, lo stesso seppe fare Baldini. Fuori concorso la perfetta macchina di Delneri, passata da seconda a terza a pari punti col Piacenza ma sempre ad occupare la zona promozione con sei punti sulle quinte Empoli e Sampdoria quando in A andavano le prime quattro e i playoff non c’erano ancora. Più complicato il cammino di Iachini nel 2008, primo con un punto di margine sul Bologna e due sul Lecce poi promosso dopo le due finali con l’Albinoleffe. Anche il primo Chievo di Aglietti ha saputo accelerare sul rettilineo dell’ultimo chilometro, con 14 punti nelle ultime otto e nove di fila fra Cittadella, Benevento e Pescara dopo le sconfitte con Cremonese e Juve Stabia più il pareggio col Trapani a vanificare il peso del 2-0 al Frosinone firmato da Obi e Vignato all’inizio della volata. La stessa andatura dovrebbe bastare per rimanere nelle prime otto. Per la Serie A però è tutta un’altra storia. •

Alessandro De Pietro