Proposte attese per domani

Chievo 2.0, spunta Faccioli. Sempre in corsa Pellissier

Luca Faccioli e Luca Campedelli
Luca Faccioli e Luca Campedelli
Luca Faccioli e Luca Campedelli
Luca Faccioli e Luca Campedelli

C’è anche Luca Faccioli in corsa per il nuovo Chievo. Già a Veronello da direttore degli affari generali, prima di diventare alto dirigente del Feralpisaló in Lega Pro. Faccioli s’è messo all’opera, anche se alla fine dei conti quel che conta sono la qualità del programma tecnico e soprattutto le garanzie economiche in un disegno di durata almeno triennale. Al Comune di Verona per adesso non è arrivato nulla.

E anche la giornata di oggi dovrebbe trascorrere senza troppi sussulti. Tutte le proposte sono attese per domani, anche solo qualche minuto prima di mezzogiorno quando suonerà il gong ed inizierà il lavoro di analisi del sindaco Federico Sboarina. Quando la manifestazione di interesse avviata per salvaguardare il titolo sportivo perso dal Chievo sarà agli archivi.

Di proposte sul punto di essere completate ce ne sono tre. Ma da qui a domani il quadro potrebbe ulteriormente arricchirsi. Alla partita dovrebbe partecipare anche Luca Campedelli che però non potrà ufficialmente avere incarichi ufficiali nei quadri societari, ricoperti da presidente nel Chievo bocciato anche mercoledì alla collegiale del Tar dopo essere stato respinto da Figc e Collegio di Garanzia del Coni.

Scontata la sua partecipazione, il Chievo degli ultimi decenni è stato retto dalla famiglia Campedelli. Prima papà Gigi, poi Luca. Naturale, per tanti motivi e non solo romantici, che la storia voglia provare a continuarla. Ma come per tutti gli altri la chiave vera sarà lo spessore del disegno. Il passato sarà solo un dettaglio. E neanche tanto influente.

Sulla scena c’è già da un po’ Sergio Pellissier, figura iconica e rassicurante per ogni imprenditore che vuole entrare o mettere radici nel mondo del calcio ma legato ovviamente a partner con spalle larghe il più possibile, perché oltre ai cinquecentomila euro imposti dalla Federcalcio sarà più necessario allestire un organico di prim’ordine che possa il prima possibile uscire dalle paludi dell’Interregionale e competere quindi ai più alti livelli nel girone di D, quello in cui ci sono Ambrosiana, Caldiero, Sona e San Martino, in cui in prima fila parte soprattutto l’Arzignano.

Per vincere la D ci vuole un budget all’incirca di un milione, magari anche qualcosa meno, a cui aggiungerne mezzo a fondo perduto solo per cominciare. La Lega Dilettanti aspetta il Chievo, con calendari ancora in ghiaccio ma scadenze fisse perché il 19 settembre sarà già campionato. La Figc attende la proposta che sceglierà entro lunedì Sboarina prima di aggiungere il nuovo Chievo in sovrannumero.

Poi ci sarà una squadra da formare dal nulla, un allenatore da prendere, un campo dove giocare fra le mura di Verona. C’è tanto ancora da fare, in pochissimo tempo. Prima le proposte, poi la scelta della migliore, quindi il via ad una storia tutta nuova. •.

Alessandro De Pietro

Suggerimenti