Carretta? Bella occasione Il Chievo punta un’altra ala

Mirko Carretta, trent’anni, contratto in scadenza a CosenzaGaetano contro Palmiero durante l’ultima Cremonese-ChievoStefano PettinariEmanuele Giaccherini
Mirko Carretta, trent’anni, contratto in scadenza a CosenzaGaetano contro Palmiero durante l’ultima Cremonese-ChievoStefano PettinariEmanuele Giaccherini

Una buona occasione Mirko Carretta in scadenza. Già cercato quest’estate, quando non c’era ancora la certezza di prendere Ciciretti. Cambio di passo, alta velocità, bella tecnica, qualche gol. Senza alcun margine per rinnovare l’accordo col Cosenza, con la Salernitana soprattutto - ma anche il Frosinone - in agguato e il Chievo parecchio vigile. Non è proprio quel che serve ad Aglietti, ma di mezzepunte ed esterni può esserci sempre bisogno. Ruoli pure di fatica, dov’è facile logorarsi fra un’accelerazione e l’altra. Dove il ricambio è più frequente, dove la brillantezza deve rimanere sempre altissima. La batteria del Chievo è profonda, ma D’Amico è solo un prestito della Sampdoria e Giaccherini è ormai a fine contratto. Non è un’esigenza assoluta, ma potrebbe diventare un affare. Assolutamente sostenibile l’ingaggio, sotto i duecentomila euro, altro motivo per cui è meglio dar un’occhiata e capire i margini di manovra. Soprattutto se il Chievo dovesse insistere col 4-2-3-1 uno con la sua abilità negli spazi stretti potrebbe anche far comodo. A giugno, poi, sarà un’altra storia. Quasi certamente Giaccherini se ne andrà, anche se lui non hai mai escluso l’ipotesi di restare. Chiudendo tutte le altre porte, a parte un suo ritorno al Cesena. O il ritiro. E pure Ciciretti, come D’Amico, è un prestito secco. TENTAZIONE FORTE. Carretta è come una di quelle classiche palle vaganti su cui potrebbe valer la pena avventarsi anche se si sta cercando dell’altro. Una pedina di qualità il Chievo l’aggiungerebbe anche, al di là della punta d’area che resta la priorità, tenendo conto sempre di mani non proprio legate ma non certo liberissime almeno fino a giugno quando la società non avrà più sulle spalle il peso degli ingaggi di Djordjevic, Obi e Giaccherini. Fra i tanti giovani che si muoveranno a gennaio intriga e non poco Gianluca Gaetano, ventenne del Napoli in uscita dalla Cremonese, il classico talento su cui tutti scommetterebbero ma ultimamente piuttosto anonimo. Rendimento altalenante, ma potenziale garantito tanto che Ancelotti si oppose alla sua cessione in B credendo di poter estrarre molto da quel ragazzo che fece faville nelle giovanili. Fu lui a volerlo in ritiro, impiegandolo pure in Champions League nel finale contro il Genk e provandolo davanti alla difesa, visto che davanti di spazio non ce n’era. Gaetano sa far gol ma sa anche giocare per gli altri, stare dentro al campo e ripiegare all’indietro. Un jolly offensivo che non a caso fa gola a molti. Specie al Pordenone. QUANTI SALISCENDI. Da domani il Chievo tornerà alla carica col Benevento per Moncini, una delle tante punte destinata ad animare il mercato ed il primo vero obiettivo della dirigenza che delle basi le aveva messe anche a settembre. Prenderlo però non sarà una passeggiata. I problemi restano due: le tante pretendenti e i tempi di uscita di Moncini, subordinati all’ingresso di un’altra punta. La lista over del Benevento è piena, la partenza quindi necessaria nel caso arrivasse un giocatore di almeno 23 anni ma non così scontata se l’innesto di Inzaghi dovesse essere ad esempio il ventunenne interista Pinamonti che finirebbe quindi nell’illimitato elenco degli under. Assai probabile la partenza di Moncini ma non così sicura. Il Benevento l’aveva preso a gennaio scorso per coprirsi ulteriormente le spalle in B, nonostante un campionato che stava letteralmente dominando, ma anche perché convinto che avrebbe potuto incidere anche al piano più alto. TRAGUARDO LONTANO. Molto dipenderà anche dalla qualità dell’offerta così come dalle intenzioni del Benevento che potrebbe alla fine dei conti aprire al prestito secco, come vorrebbe il Chievo, considerato un contratto fino al 2023 che permetterebbe a luglio ad Inzaghi di riaverlo e riprovare a inserirlo nelle rotazioni dell’attacco. Senza disperderne il valore e con tutto il tempo davanti per giustificare i due milioni e mezzo spesi per averlo. L’altro scenario, più netto, è la cessione a titolo definitivo che avvantaggerebbe chi in questo momento ha assoluta fretta di andare in Serie A ma anche denaro pronto da spendere. Come l’Empoli, come pochissime altre. Vietato avere fretta, come sempre il mercato cambierà marcia sul rettilineo conclusivo. Quando il Benevento avrà le idee chiare per Moncini e quando qualche altra pista dovrebbe liberarsi. Magari Pettinari, prenotato dalla Cremonese anche perché il Lecce vuole parcheggiarlo ad una società lontana dall’alta classifica. Senza alcuna voglia di rinforzare la concorrenza. Chievo compreso. •

A.D.P.
# Sposta il focus sul parent