Capitolano gli Dei, l’equilibrio è sovrano. Chievo, niente ansia

Luca Garritano al cross controllato da Bisoli e  Mateju durante la sfida del Rigamonti FOTOEXPRESS
Luca Garritano al cross controllato da Bisoli e Mateju durante la sfida del Rigamonti FOTOEXPRESS

La caduta degli Dei? Tutti insieme appassionatamente? Magari, in prospettiva futura, anche... la grande abbuffata. Il soggetto cinematografico più aderente e veritiero sceglietelo voi. Di sicuro la quarta giornata di ritorno della Serie B si presta a un sacco di interpretazioni, punti di vista, opinioni. Pesano di sicuro i tonfi di Monza e Chievo, le due vecchie seconde forze del torneo, ora affiancate dal Cittadella. Ma ride a stento anche la Salernitana, fermata in casa dal Vicenza (due punti in tre partite per Castori) e resta nel limbo la Spal, incapace di rilanciarsi in grande stile al cospetto della capolista Empoli, per un pareggio utilissimo soprattutto alla causa dei toscani. Domina più che mai l’equilibrio, prevale l’incertezza. Cinque concorrenti racchiuse in un solo punto – tra quota 39 e quota 38 – alle spalle dei leader, senza che se ne possa ragionevolmente individuare una autorevole al di sopra di ogni sospetto. Vincitori di tappa, si fa per dire, il Lecce corsaro a Cremona e (se ancora lo si volesse includere nel lotto di chi pensa in grande) il Frosinone dominatore a Chiavari. Distante sì ma non ancora del tutto perduto. La corsa alla A, a metà febbraio, assomiglia ad una gigantesca partita a scacchi. Tutti studiano tutti, nell’attesa che qualcuno alzi davvero i giri del motore. L’OCCASIONE PERSA. Il Chievo a Brescia ha provato a dare un seguito al prolungato momento positivo. Ha messo per larghi tratti all’angolo le «rondinelle», ha sviluppato gioco e creato più di una situazione potenzialmente decisiva. Ha avuto anche tre, quattro grosse occasioni prima per passare in vantaggio e poi per riprendersi quantomeno il pareggio. Serata storta da tutti i punti di vista, col gol incassato frutto di uno sbandamento collettivo in difesa e il passaggio a vuoto dell’arbitro Di Martino non proprio attento, né lucido, in occasione del fallo di mano di Mateju in area, apparso piuttosto evidente. Distratto lui, altrettanto l’assistente di linea competente. Anche lì la gara avrebbe potuto cambiare indirizzo, anche lì si è giocata l’interruzione della serie positiva che durava da quasi due mesi e mezzo. Episodi malevoli, venti contrari nel teatro (già gelido) di Mompiano. E raccolto purtroppo azzerato. Poteva essere l’opportunità per scavare un bel solco con Monza e Cittadella, in attesa del big match in programma proprio con i brianzoli. Importante a questo punto mettersi le scorie alle spalle e sforzarsi di guardare comunque avanti. TURNOVER E DINTORNI. La settimana di lavoro, praticamente completa, permetterà ora ad Aglietti di beneficiare, sabato prossimo, della miglior condizione di alcuni dei suoi atleti, rimasti (o partiti) in panchina domenica. Indispensabile il riposo di Renzetti, utile anche quello concesso a Ciciretti. Tra qualche giorno i gialloblù potranno affrontare il Monza contando su energie ritrovate e presumibile desiderio di riscatto. E qualche carta (vedi Giaccherini) rimasta spesso e volentieri coperta. Prezioso l’altra sera sarebbe stato concedere fiato anche all’insostituibile Mogos; impensabile considerare che Aglietti provveda proprio al cospetto della premiata ditta Boateng & Balotelli. Sempre nell’attesa del rientro di Gigliotti, importante cardine difensivo. Quindici partite da qui al gong (previsto per l’inizio di maggio), otto delle quali da disputare in casa per i gialloblù con un finale in (potenziale) discesa. C’è tutto il tempo per riprogrammare la lunga volata di primavera, correggere l’orientamento in vista dei bivi più scivolosi (quello col Monza fa senz’altro parte del pacchetto) e ricominciare a macinare risultati favorevoli, una volta digerito l’ultimo stop. Occhi e testa al campo. E niente panico: il Chievo può riprendere il cammino da posizione di gran privilegio. •

Francesco Arioli