«Aglietti sa fare miracoli. Io? Mi ha cercato Sir Alex»

Il Chievo di Alfredo Aglietti è attualmente ottavo in classifica, ultimo posto utile per i play offMassimo Marazzina insegna tecnica calcistica a Miami
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Il Chievo di Alfredo Aglietti è attualmente ottavo in classifica, ultimo posto utile per i play offMassimo Marazzina insegna tecnica calcistica a Miami

Miami, vista oceano, trenta gradi. Eppure i ricordi del Conte Max hanno il sapore della nebbia. «Ero finito fuori rosa». Turbolenze dal passato. Massimo Marazzina entra in collisione con Gigi Delneri dopo aver consegnato a Federico Cossato l’assist di una vittoria epica all’Olimpico. Pomeriggio caldissimo di una fredda giornata romana. Era il 12 gennaio 2003. Il Chievo passa sul finale. Marazzina, quella gara, l’aveva vissuta in panchina. Forse troppo. Forse quanto basta per arrivare ad un “faccia a faccia“ che farà uscire l’attaccante dai piani del Chievo. Pochi giorni e Massimo finirà proprio alla Roma. Marazzina, c’è qualcosa, però, che non è stato ancora raccontato «Sì, il mio incontro al ristorante Cavour di Dossobuono con il fratello di Sir Alex Ferguson (Martin, storico scout dei Red Devils ndr). Mi volevano portare allo United. Io ero rappresentato da Oscar Damiani, che a Manchester aveva già Blanc e Silvestre. Poteva essere la grande occasione. Ma non se ne fece niente». Come mai? «Non lo so. Non ero certo l’unico, di sicuro non mancava la concorrenza. Ma sapere di essere finito nei pensieri del Manchester mi fece grande piacere». Nostalgia del passato? «Beh, mi mancano tanto le litigate con Giovanni Sartori. Le rifarei volentieri. Il direttore, comunque, era un visionario. Ha creato dal nulla, ha fatto grande il Chievo. Mi mancano anche i confronti con il presidente Campedelli. Non si litigava con lui. Ma era bello confrontarsi». Le manca pure l’Italia? «Mi mancano i parenti. Dal lockdown non sono più rientrato. Un anno e forse di più». Il rientro quando è previsto? «Dipende dal...Chievo. Lo commentavo per “Quelli che il calcio» in serie A. Spero possano salire il prima possibile. Per adesso, resto qui. Mi piacerebbe tornare a Verona anche per rivedere un caro amico come Fabio Moro e la moglie Daniela. Ma accadrà di sicuro». Meglio Miami per adesso? «Qui si vive. Qui fa caldo, c’è il sole, le mascherine le metti quando servono. Qui ho famiglia e lavoro». Insegna ancora tecnica calcistica ai ragazzi? «Certo. Una soddisfazione. Da quando insegno, sono diventato un calciatore migliore. Ore di allenamenti. Penso ormai di essere bravo come Genio Corini con la palla tra i piedi. E poi, le soddisfazioni arrivano dalle ragazze. Si applicano, hanno grande disciplina, meglio dei ragazzini. Non ha mai pensato di allenare? «Ma siamo pazzi...». Il Chievo? «Il Chievo è speranza». In che senso? «Aglietti mi dà fiducia. Potrebbe ricreare la Favola». Ancora il passato che torna? «No, una storia nuova. Ha compiuto un miracolo sportivo portando l’Hellas in A. Ha fatto felice una parte di città. Adesso mi aspetto che completi il lavoro. E poi, attraverso i play off, è una goduria. Vincere un campionato passando dalla sofferenza è ancora più esaltante». La lista di pretendenti è lunga Ride «Certo, ma Aglietti ha trovato la sua dimensione giusta. Lui l’impresa l’ha già fatta. E potrebbe sorprenderci ancora. Magari si sente addosso l’obbligo...morale di fare felice tutta la città. Nessuno escluso. Per la par condicio, no?». La serie A oggi? «Lo scudetto lo vince l’Inter. Non perchè sia la più forte, ma perchè è la meno peggio». Lei avrebbe scelto Pirlo per la guida della Juve? «No, credo sia stata scelta sbagliata. Pirlo è stato un grande giocatore, e su questo credo non ci siano dubbi. Ma la Juve ha bisogno di un allenatore esperto. E ce ne sono molti in giro». Ci ha svelato di quella volta con il fratello di Ferguson. C’è dell’altro? Magari qualcosa che aiuti a sorridere «Certo, la Pasqua al Chievo. Il presidente ci regalava uova di cioccolato da due chili. Talmente grandi che...ho dovuto far scendere il tettuccio della mia cabrio e girare per tutta Verona con quell’uovo gigantesco che spuntava fuori». Ci si divertiva? «Torneremo a farlo. Presto. Un consiglio per chi può: venite a vivere a Miami. Lo stanno già facendo in tanti». •

Simone Antolini

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