Aglietti, carriera al bivio. Veronello o nuova... vita

Al bivio Piace alla Reggina Alfredo Aglietti ma il Chievo resta alternativa sulla quale valutare FOTOEXPRESS
Al bivio Piace alla Reggina Alfredo Aglietti ma il Chievo resta alternativa sulla quale valutare FOTOEXPRESS

Un bivio. Anche di una carriera intera. Ha due strade davanti Alfredo Aglietti: fermarsi a Veronello o ascoltare il mercato che di sicuro prima o poi si farà vivo. Il Chievo la sua idea ce l’ha, ma i matrimoni si fanno in due. E certi parametri, sotto forma di ristrettezze, la società deve rispettarle per forza. C’è una cinghia da stringere ancora, un piano di rientro da osservare, la realtà da guardare dritta negli occhi. E dall’altra parte c’è un allenatore mai così quotato per i risultati che ha saputo garantire. Troppo spesso il calcio s’è dimenticato di Aglietti, mai una prima scelta per una grande della B a parte l’Hellas e mai incastrato in un programma davvero ambizioso. Sempre obbligato a vivacchiare nella fascia medio-bassa, a raccogliere le briciole senza mai avere l’opportunità ad esempio colta al volo al Verona dopo la quale, paradossalmente, il suo telefonino ha continuato a restare in silenzio. Almeno fin quando non è arrivata la chiamata del Chievo. A lungo ignorato, ma adesso è tutto diverso. Il sogno di Aglietti di allenare in Serie A passa per forza da una promozione dalla cadetteria, quel che fece al Verona che, però, si diresse ben presto verso Juric. Arduo ipotizzare un’investitura direttamente dall’alto, senza esperienza a grandi livelli e senza l’etichetta del tecnico giovane ed emergente che va tanto di moda. L’ultimo salto passa da una big di B, ognuna delle quali inevitabilmente sensibile alla qualità del suo lavoro. A cinquant’anni il tempo non è infinito. E i meriti conquistati sul campo l’hanno elevato a tecnico da prima fila per qualsiasi disegno. Anche per l’immediato, com’è stato proprio nel mese all’Hellas nel 2019, la dimostrazione di poter ottenere tutto e subito come pretenderanno dal proprio futuro tecnico tutte quelle che dalla Serie B quest’anno non si sono mosse. Candidato forte Aglietti per la panchina della Spal, come D’Angelo che sta facendo benissimo a Pisa e Sottil che ha salvato una dopo l’altra un anno fa il Pescara e adesso l’Ascoli. A Ferrara però il clima non è dei migliori, la retrocessione e il nono posto hanno creato un terreno piuttosto arido dove non sarà semplicissimo seminare. La Spal vuole un profilo che costi poco e che non pretenda un organico da primissime posizioni. Come d’altronde sarà per il Chievo. Il suo destino è in sospeso, ma la società conta di avere le prime risposte entro la fine della settimana. Viva pure l’ipotesi-Reggina, la cui priorità è comunque la conferma di Baroni. Non è affatto escluso che Aglietti accetti alla fine di legarsi al progetto tattico che ha portato avanti a Veronello, un modo nuovo di giocare a calcio in cui s’è perfettamente specchiato partendo da principi tutti suoi che coltivava da tempo. Un’idea affinata con pazienza e costanza, fino a scrivere una pagina tutta nuova diventata per il Chievo inconfondibile marchio di fabbrica. Aglietti dovrà però inevitabilmente mettere in preventivo la rinuncia a qualche pezzo grosso del suo mosaico, sacrifici matematici in un mercato in cui il prezzo, visto il momento, il più delle volte lo farà soprattutto chi deve comprare. Con condizioni quindi ancor più severe del solito. Soprattutto per chi sarà obbligato a vendere. Per Semper qualcosa s’è già mosso. Soprattutto al Genoa perché Perin tornerà alla Juventus, Marchetti è al capolinea e su Paleari ci sono parecchi dubbi. Pure la Samp potrebbe ritentare l’assalto come fece un’estate fa, se dovesse andarsene Audero ed alimentare così altri sicuri movimenti. A partire dai portieri che cerca la Roma fino alle finiture di molte altre grandi. Piacciono parecchio in giro anche i vari Mogos, Garritano e Canotto. Mentre Palmiero e Ciciretti torneranno al Napoli. Da ristrutturare il Chievo, inevitabilmente, fra prestiti scaduti e almeno un paio di cessioni sicure. •.

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