Tokyo 2020

Canottaggio femminile d'oro al fotofinish, bronzo agli uomini. Paltrinieri fa il miracolo ed è argento

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Pianto di gioia di Rodini e Cesarini, vincitrici dell'oro olimpico
Pianto di gioia di Rodini e Cesarini, vincitrici dell'oro olimpico
Pianto di gioia di Rodini e Cesarini, vincitrici dell'oro olimpico
Pianto di gioia di Rodini e Cesarini, vincitrici dell'oro olimpico

Pioggia di medaglie nella mattinata di Tokyo per l’Italia, che conquista il secondo oro della sua Olimpiade con il doppio pesi leggeri donne di canottaggio, un argento negli 800 stile libero con Paltrinieri e un bronzo nel doppio pesi leggeri uomini, portando il medagliere a quota 18.

A compiere l’impresa della conquista dell’oro, Federica Cesarini e Valentina Rodini, che hanno concluso la gara davanti a Francia e Olanda. Il secondo oro dopo il primo conquistato nel taekwondo alla prima giornata di gare da Vito Dell’Aquila, è stato ottenuto dalle azzurre al fotofinish con soli 14 centesimi di vantaggio sulla Francia: «è stata un’emozione incredibile - ha detto Federica Cesarini - io non avevo capito niente di quello che era successo, ma ora "sono in pace"». Una dedica speciale la riservano alla famiglia di Filippo Mondelli, il canottiere del 4 di coppia morto lo scorso 29 aprile a 26 anni, a causa di un tumore. «Ieri non ci erano riusciti i nostri compagni del 4 di coppia, oggi invece - ha detto Cesarini - abbiamo portato Pippo con noi sul gradino più alto del podio».

Grande prestazione anche per Gregorio Paltrinieri, anzi «più di un miracolo» come ha descritto lui stesso gli 800 stile libero, finale conclusa al 2° posto dietro all’americano Robert Finke. L’argento di Paltrinieri assume ancora più valore se si pensa che nel mese di maggio l’azzurro si era dovuto fermare per un mese perché affetto da mononucleosi. Con Stefano Oppo e Pietro Willy Ruta, l’Italia ha conquistato anche la medaglia di bronzo nella gara di canottaggio del doppio pesi leggeri, alle spalle di Irlanda e Germania.

 

Ieri pomeriggio l’argento della sciabola a squadre, che corona l’incredibile storia dell’highlander olimpico Aldo Montano: una famiglia di schermidori, dal nonno in giù, 43 anni, cinque Olimpiadi disputate e ieri in pedana al posto dell’infortunato Samele per dare la scossa ai compagni.

 

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