CALCIO GIOVANILE

Zuppini: «Il San Martino? Sarà una scuola di calcio»

L'ex diTregnago, Audace e Virtus: «Missione chiara, diventare riferimento per i ragazzi del territorio»
Adriano Zuppini
Adriano Zuppini
Adriano Zuppini
Adriano Zuppini

La forza delle radici, senza troppe aggiunte. Il San Martino Giovani ha scelto la sua via, partendo da una filiera completa di settore giovanile e l’Under 19 come ultimo sbocco verso l’alto. Quel gruppo la prossima stagione formerà l’ossatura della Terza categoria, espressione fedele di un paese diventato casa solo parziale della Clivense, sede in via Torricelli e allenamenti finora fra Payanini Center e Bussolengo, più il vecchio San Martino Speme che di fatto non esiste più. Il disegno è facile, la ricetta pure. «Saremo l’espressione del calcio a San Martino, di quel che il territorio riuscirà a produrre. Tutto verrà col tempo», le linee guida di Adriano Zuppini, una vita fra i giovani di Tregnago, Audace e Virtus prima di tuffarsi in un contesto nuovo, senza smanie di grandezza e con la volontà di garantire a bambini e ragazzi un calcio figlio della competenza degli istruttori e di metodi d’avanguardia in un ambiente sano. Ha di certo tanta competenza il Sanmartino Giovani, lievitata oltre che dall’arrivo di Zuppini anche da quello di Maurizio Morandini, ex allenatore delle giovanili della mitica Olimpia Domiro ai tempi anche di Alberto Malesani e diventato poi colonna dei vivai di San Martino Speme e Caldiero. Prima compagni nell’Audace da giocatori, poi rivali da dirigenti. Adesso uno vicino all’altro, attori protagonisti di una realtà con grandi potenzialità. «La missione deve essere chiara, San Martino si sta espandendo e il territorio ha bisogno di un riferimento affidabile per chi vuole fare calcio e attività sportiva come si deve. Non abbiamo ambizioni di chissà quale categoria, se non quella che riusciremo a meritarci con i ragazzi di San Martino e dei centri vicini», commenta Zuppini. «Se arrivasse il sostegno di qualcuno disposto a far da sponsor pur di salire in Seconda o Prima categoria senza seguire i nostri canoni gli diremmo di no», puntualizza Zuppini che nel frattempo s’è attorniato di uno staff di s qualità con tutte le formazioni di vivaio, per partire bene e con umiltà.•.

Alessandro De Pietro