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Promozione

Corrent: «Oppeano è nel mio cuore. La vetta? Non casuale»

Il tecnico dell'Oppeano: «Primato frutto delle ferite sportive dello scorso anno, i risultati non arrivavano ma la società mi ha dato fiducia»

Metodista dal piede dolce quando giocava, tecnico in rapida evoluzione nell'attuale nuova vita in panchina. Andrea Corrent è uomo da cabina di regia: vede e pensa plurale. Giochista per indole e per formazione, è in testa alla Promozione con il suo Oppeano: ventitré punti, più due sulla Belfiorese seconda. Sette vittorie, due pareggi e una sola sconfitta: numeri da battistrada. Nel pieno rispetto del pronostico.

In vetta

«Il primato? Figlio di un percorso ben preciso», la prima fotografia offerta dal tecnico biancorosso. Corrent è al secondo mandato ad Oppeano: un ambiente a lui caro, familiare, dov'è stato anche da calciatore.

«Oppeano è una piazza che ho e avrò nel cuore», la carezza alla società, «sono stato bene da giocatore, sto vivendo un'esperienza stimolante ora. Ho gratitudine verso la dirigenza e verso tutto l'ambiente. Mi hanno dato fiducia anche quando i risultati non arrivavano. L'anno scorso siamo partiti male. Mi è stata data la possibilità di proseguire il mio lavoro nonostante un approccio non certo felice. L'Oppeano di oggi nasce da quelle ferite sportive di un anno fa. Chi c'era sa di cosa parlo».

Profilo emergente

Corrent è tra i profili emergenti più interessanti nel panorama veronese. Tra gli addetti ai lavori è parere diffuso di come le sue squadre portino il suo marchio. Da architetto della mediana qual era, ha sempre impostato le sue squadre sulla manovra ragionata, un calcio propositivo e al contempo sostenibile, redditizio, non legato al solo possesso palla sterile.

Il suo percorso da allenatore è giovane ma fatto di sola ascesa: vittoria della Coppa Veneto con balzo in Promozione alla prima esperienza ad Isola Rizza cinque anni fa, categoria poi mantenuta lungo tutto il suo mandato; finale play-off di Promozione, persa con il Team Santa Lucia Golosine, lo scorso anno con l'Oppeano. Quest'anno occorre uno step in più.

Idea di squadra

«Mi piace trasmettere alla squadra l'idea di poter ottenere il risultato attraverso il gioco», spiega, «il tipo di calcio da proporre dipende dai giocatori, ma l'idea di cosa si deve fare in campo non deve mai mancare. A Oppeano ho un gruppo che ha personalità, cultura del lavoro e la voglia di giocar sempre la palla. Giochiamo col 4-2-3-1: davanti voglio continue rotazioni e ricerca costante della profondità. Per ora paga, in futuro vedremo. Sappiamo di dover pensare di partita in partita». L'Oppeano ha calibri da novanta sparsi in ogni reparto. Afyf in porta, Beghin dietro, Pauletto e Cappelletti in mezzo, Boseggia davanti. E non sono gli unici. Di casuale nel primato non c'è nulla. Mentre molti valori delle presunte pretendenti devono ancora emergere.

Le rivali

«Il Team è indietro in classifica anche e soprattutto per defezioni e infortuni», l'analisi della classifica, «io credo che potrà ripetere il nostro percorso dell'anno scorso: mi aspetto una loro rimonta. La Belfiorese oggi è la rivale più accreditata: chi scende dall'Eccellenza ha mentalità da categoria superiore anche se cambia molti giocatori. Tengo d'occhio il PescantinaSettimo, mentre non mi stupisce l'Audace ai piani alti. È una delle squadre che gioca davvero a calcio: si stanno meritando ogni passo. Noi favoriti? L'Oppeano», conclude Corrent, «pensa soprattutto a raccogliere il massimo da ogni partita: oggi non esistono pronostici»

Riccardo Perandini

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