Gli obiettivi di Pellissier

La Clivense punta alla D e intanto guarda al San Martino

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Enzo Zanin e Sergio Pellissier
Enzo Zanin e Sergio Pellissier
Enzo Zanin e Sergio Pellissier
Enzo Zanin e Sergio Pellissier

L’ultima idea è il San Martino. Quindi una sedia in Eccellenza, a meno di successivo ripescaggio in Serie D dopo la retrocessione di maggio. La Clivense vuole un posto in alto, il più possibile. E continua a cercare opportunità. I contatti col San Martino ci sono stati, le basi sono interessanti ma nulla è concluso. Niente di definitivo, pista concreta ma non l’unica. Approdo gradito, ma non ancora certo.

 

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Sergio Pellissier sta dialogando su più tavoli, senza nemmeno aver perso le speranze che un giorno neanche troppo lontano possa aprirsi un varco d’ufficio per la D attraverso la mano diretta della Federcalcio che dovrebbe però riconoscere la Clivense come anello di congiunzione del vecchio Chievo. Il piano messo inizialmente in preventivo. L’ipotesi però è parecchio remota perché Luca Campedelli è in pieno fermento per chiudere l’accordo che lo rimetterebbe in campo in D col Sona e il vero Chievo, escluso dalla B lo scorso agosto, attende di sapere dall’udienza di domani se il Tribunale di Verona concederà altro tempo o dovrà essere nominato un curatore fallimentare. Quindi ancora in vita, aspettando anche la camera di consiglio di giovedì prossimo che potrebbe confermare i dubbi del Consiglio di Stato sulla decisione del Tar ed entrare davvero nel merito con un procedimento che però le sue risposte le darà bene che vada a settembre se non ad ottobre. Con speranze, nel concreto, tutte ancora da accertare.

Le condizioni della Clivense sono chiare, anche piuttosto severe da digerire per chi dovrà farle spazio. Meglio un’acquisizione che una fusione il primo punto, piuttosto fermo e senza troppi margini di manovra. Meglio viaggiare da soli, senza compagni di viaggio. Meglio avere carta bianca, in tutto e per tutto. Strada quasi necessaria, per portare avanti i propri principi ed essere coerenti con tutti i soci che hanno creduto nella Clivense sicuri che Pellissier si sarebbe mosso seguendo fedelmente le tappe spiegate nell’articolato business plan.

Il San Martino è un’ipotesi assai reale, anche per la difficoltà di rilevare il titolo della Serie D da chi a Verona in Interregionale c’è già e vuole mantenere la propria identità al di là della categoria sudata sul campo. La qualità dell’impianto di Borgo della Vittoria sarebbe un ulteriore valore, perché lì giocherebbe la Clivense, senza considerare una sottrazione la mancanza di quel settore giovanile focale a lungo andare nel progetto di Pellissier ma che il club vorrebbe costruirsi in toto partendo da zero senza dover per forza raccogliere da altri il prodotto finito.

 

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Il quadro è sempre in divenire, per adesso però il terreno più gettonato per la prossima Clivense è proprio l’Eccellenza. Non proprio il livello sperato inizialmente, ma quello che per adesso offre più margini. Pellissier con le consultazioni è partito dalla D e sta man mano scendendo di categoria. L’area tecnica sta facendo mercato oggi in quella direzione, con propositi di primo posto in Eccellenza e la Serie D quindi fra un anno. Altra soluzione per ora non c’è. Complicatissimo e per questo ipotesi già quasi del tutto esclusa, anche in caso di ripescaggio del San Martino o di qualsiasi società nelle sue condizioni, rielaborare l’organico in corsa tarandolo velocemente per un’altissima Interregionale. Troppi rischi, con la stagione alle porte e la frenesia che la farebbe da padrone. 

Alessandro De Pietro