Clivense

In duemila per il ritorno in campo di Pellissier, che regala una doppietta e la promozione

Il ritorno in campo di Pellissier (video Arioli)

L’atmosfera è quasi irreale. Una piccola favola contemporanea dopo quella - più celebrata - vissuta a cavallo tra gli anni novanta e il nuovo millennio. All’Olivieri si gioca per fare il salto in Seconda categoria ma la gente - investita da un misto di ritrovata elettricità e sana nostalgia - pare collocata in una dimensione parallela. Altra categoria, ad annusare l’aria.

Alte ambizioni, a scrutare dentro il futuro. La star, sotto i riflettori dell’impianto di via Sogare, ha i 43 anni appena compiuti di Sergio Pellissier. E la gente è quella che - negli anni del Chievo - si era innamorata dei suoi strappi feroci, del suo devastante istinto di cannoniere, della sua inestinguibile fedeltà alla causa. Oggi l’epopea del Chievo è rimasta memoria ma il popolo della Diga non ha smarrito certe coordinate. C’è proprio Pellissier, testimonial... operativo di quel che fu, a rivendicare un certo senso di appartenenza. Quello, appunto, che la gente gli riconosce, anche se la società adesso si chiama Clivense e - per adesso - se la gioca ai piani più bassi del calcio dilettantistico. Ieri il primo, simbolico trionfo, nel giorno in cui il numero 31 è tornato in campo dopo quasi tre anni nelle inedite vesti di presidente-giocatore: cinquina al Pozzo e salto in Seconda matematico visto che per vincere il campionato sarebbe bastato l pari.

 

Sergio Pellissier in campo con la Clivense

 

Ovviamente Pelobomber, osannato come ai bei tempi, non poteva sottrarsi al ruolo di primattore neppure stavolta. Men che meno stavolta. In estrema sintesi: assist delicato per l’1-0 di Shkelzen, fallo procurato e rigore trasformato per il 3-0 (al minuto numero 31, un caso?), traversa di testa sul cross da destra di Castellucci, tocco ravvicinato nella ripresa a sigillare il pokerissimo su invito perfetto di Inzerauto. E a rendere ancora più gustosa la serata il bel gol dello stesso, scatenato Inzerauto e il destro al volo di Alessi, autore del 4-0. Quindi la ribalta lasciata a Davì, ovviamente al 31’. Ma della ripresa. E poi i cori vecchio stile, gli striscioni eredità delle stagioni di Curva Nord, l’intensità dell’abbraccio dei duemila spettatori, tra i quali erano mescolati vip imn ordine sparso. Come Giovanni Sartori («mi hanno detto che c’è il 31 che è forte», la sua battuta d’esordio.

 

LCDC Pellissier

 

«Nostalgia? Per forza», il sigillo sulla serata prima di allontanarsi, scortato da Enzo Zanin. E poi el Diablo Granoche, Ilaria Bazzerla e Claudio Prando a rappresentare la Figc regionale e provinciale, tanti abituali aficionados delle tribune del Bentegodi, convinti di poter presto ritrovare la neonata società un po’ più in alto della Seconda. Perché l’obiettivo reale pare molto prossimo alla Serie D. «Non si poteva chiedere di più», le parole di Pellissier a 90’ consumato. «I ragazzi hanno fatto un’annata splendida, i tifosi erano in tantissimi. Poter giocare e sentire di nuovo certi cori e l’affetto di queste persone mi ha fatto rivivere emozioni importanti. Non posso che ringraziare quelli che hanno partecipato a questa serata e tutti quelli che stanno credendo in questo progetto». A proposito, «io voglio che più persone, al di là di Enzo Zanin continuino a partecipare perché più gente c’è e più è bello», l’aggiunta. «A quanto pare ci sono ancora persone che credono ancora in certi valori, di certe idee, delle persone: mi auguro che questo progetto venga capito e che ci sia tanta altra gente intenzionata a partecipare». .

Francesco Arioli