Serie D

Casarotti, energia e talento al Legnago. «Il derby? Un rimpianto»

Il centrocampista, uomo-chiave di Donati
Enrico Casarotti (a destra) del Legnago nel derby con il Caldiero
Enrico Casarotti (a destra) del Legnago nel derby con il Caldiero
Enrico Casarotti (a destra) del Legnago nel derby con il Caldiero
Enrico Casarotti (a destra) del Legnago nel derby con il Caldiero

Uno dei più bravi finora. Non solo nel derby col Caldiero. Ha ormai saltato la staccionata Enrico Casarotti, vent’anni il prossimo primo gennaio. Plasmato dal Legnago, temprato a dovere da Massimo Donati che in Casarotti avrà rivisto quel che era lui. Centrocampista ma anche difensore, la vocazione ad aiutare gli altri e tanta energia. Vorrebbe fare il calciatore Casarotti, nel mirino la prossima partita al Sandrini con l’Este ma anche gli esami di anatomia e biologia a Scienze Motorie. «Il sogno c’è, ma devo prepararmi anche per la vita. E quindi studiare».

Al Legnago dal secondo anno di Allievi, prima alla Pro Sambonifacese e al Lonigo, la maturità scientifica al liceo di scienze applicate e il pallone a riempire le sue domeniche. Più delusioni che gioie finora, a guardare la classifica. «Il derby è un rimpianto», l’amarezza di Casarotti, «per me abbiamo fatto meglio del Caldiero che rispetto a noi è stato solo più determinato. Ci serve più cattiveria. Non siamo ancora a regime, comprensibile magari per un gruppo tutto nuovo. Mai nessuno ci è stato nettamente superiore. Anzi, spesso abbiamo giocato meglio noi. Anche contro squadre di prima fascia».

Casarotti viene dalla palestra di due campionati di Lega Pro. Vicino ai vari Zanoli ora al Napoli, Gomez, Perna, Bulevardi. «Ricordo con piacere i consigli di Rolfini, ma anche quelli di Ambrosini. Contento di aver dato nel mio piccolo una mano, ma meglio adesso. Con Donati», il parallelo di Casarotti, «c’è un rapporto molto più diretto e stretto che ai tempi della Serie C. Lui mi ha trasmesso tanta grinta, quella che probabilmente mi era mancata prima d’ora. Il ruolo? Meglio in mediana che in difesa, ma vado dove più serve. L’importante è crescere sempre. E meritare fino in fondo la fiducia che mi sta dando il mister».

Alessandro De Pietro