«Verona ha un bel progetto C’è talento e ambizione»

Il benevenuto Una rappresentanza della Maraia Gialloblù regala la sciarpa di Verona a Gordon Perrin SERVIZIO FOTOEXPRESS
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Il benevenuto Una rappresentanza della Maraia Gialloblù regala la sciarpa di Verona a Gordon Perrin SERVIZIO FOTOEXPRESS
Il benevenuto Una rappresentanza della Maraia Gialloblù regala la sciarpa di Verona a Gordon Perrin SERVIZIO FOTOEXPRESS

Ha le spalle larghe e lo sguardo di chi ne ha viste tante. Gordon Perrin, l’ex capitano della nazionale canadese, 33 anni appena compiuti, trasmette sicurezza e tranquillità. Nella sua lunga carriera ha vestito la maglia di club prestigiosi e giocato nei campionati più importanti di mezzo mondo, dalla Turchia, alla Polonia, dalla Russia al Brasile, dalla Cina all’Iran. Ovviamente non poteva mancare l’Italia dove giocò, a Piacenza, nel 2015. La scorsa stagione era al Lokomotiv Novosibirsk, adesso il ritorno in Superlega con WithU Verona. «Una scelta di vita», dice. «Mi piace la città e il progetto della società. Abbiamo una squadra giovane e piena di talento e io darò il mio contributo per farla crescere». Perrin è stato presentato ieri mattina nella sede di Autoteam 9, in Corso Milano, partner di Verona Volley. A salutare lo schiacciatore canadese anche una delegazione di tifosi della Maraia che gli ha regalato la sciarpa gialloblù. Tante squadre, tanti campionati, come mai hai scelto di tornare in Italia? In parte per lo stile di vita italiano, poi per la città, bellissima. E ovviamente per la sfida di tornare in Superlega e mettermi alla prova nel campionato italiano. Ho parlato con Rado Stoytchev prima di accettare la proposta, mi piace il progetto. Quando hai parlato con Styoytchev? Deve essere stato marzo o aprile della scorsa stagione. Avevo diverse alternative, ma alla fine mi ha convinto a venire qui. Stoytchev ha la fama di essere molto esigente, come va? Va benissimo, ci stiamo preparando all’inizio del campionato lavorando molto fisicamente. Rado non ha bisogno di presentazioni, è un allenatore top che vuole raggiungere risultati e tirare fuori il meglio da ognuno di noi. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo lavorare tanto e duramente. Lo scorso anno eri in Russia e le difficoltà non erano poche. Un campionato molto duro, molto, molto fisico. Inoltre è complicato comunicare anche perché il russo è una lingua molto difficile. Ma me la sono cavata bene, con successo. E spero di fare altrettanto qui a Verona. Le tue prime impressioni sulla squadra? È un gruppo molto interessante, tanti giovani talentuosi e con tanta ambizione. Hanno voglia di emergere, di mettersi in mostra. Su come andremo lo scopriremo solo quando scenderemo in campo contro un’altra squadra. Lì si potrà vedere come ognuno reagirà e giocherà. Ma le sensazioni sono ottime e penso che la squadra sia molto forte. Con Raphael sei il giocatore con più esperienza, il vostro ruolo sarà anche quello di fare crescere i più giovani. Perlopiù basterà essere da esempio. Nelle cose di tutti i giorni, in palestra, sul campo, nello spogliatoio. Non serve dire le cose, basta farle. E quando vedranno che facendo determinate cose i risultati arrivano, vorranno farle anche loro. Ripartirai dalla fine: contro Piacenza, la squadra dove giocavi nel 2015. Bello tornare, ho dei buoni ricordi. Sarà bello riassaporare l’atmosfera, affronteremo una squadra davvero forte. Ma noi andremo a Piacenza per giocarcela. Nel tuo ruolo c’è tanta concorrenza. Che ci sia competizione per una maglia è sempre positivo. Ti spinge a dare sempre il massimo. Ma l’importante alla fine è vincere. •.

Marzio Perbellini