Verona brinda ai suoi giovani talenti

Il brindisi all’Enoteca Zero7, da sinistra Lorenzo Cortesia, Gian Andrea Marchesi, Rok Mozic e Adi Lami SERVIZIO FOTOEXPRESSOro e argento all’Europeo Lorenzo Cortesia e Rok Mozic
Il brindisi all’Enoteca Zero7, da sinistra Lorenzo Cortesia, Gian Andrea Marchesi, Rok Mozic e Adi Lami SERVIZIO FOTOEXPRESSOro e argento all’Europeo Lorenzo Cortesia e Rok Mozic
Il brindisi all’Enoteca Zero7, da sinistra Lorenzo Cortesia, Gian Andrea Marchesi, Rok Mozic e Adi Lami SERVIZIO FOTOEXPRESSOro e argento all’Europeo Lorenzo Cortesia e Rok Mozic
Il brindisi all’Enoteca Zero7, da sinistra Lorenzo Cortesia, Gian Andrea Marchesi, Rok Mozic e Adi Lami SERVIZIO FOTOEXPRESSOro e argento all’Europeo Lorenzo Cortesia e Rok Mozic

Medaglia d’oro e medaglia d’argento all’Europeo. Lorenzo Cortesia e Rok Mozic, gli amici rivali della finale Italia-Slovenia (anche se loro l’hanno vissuta dalla panchina), ora sono compagni di squadra. Sono arrivati a Verona per dimostrare quanto valgono e buttare le basi per un grande futuro. Il centrale trevigiano del ’99 di 202 centimetri e lo schiacciatore di Maribor del 2002 di 200 centimetri sono stati presentati alla stampa all’Enoteca Zero7. Gian Andrea Marchesi, il direttore sportivo e socio, è orgoglioso. «Un onore avere qui due ragazzi sul tetto d’Europa, due giovani che si sono scontrati per il titolo continentale. Lorenzo e Rok sono due grandissimi atleti che saranno un punto di riferimento per la nostra stagione». I talenti Due giocatori che oltre alla giovane età hanno un’altra caratteristica in comune: gli obiettivi. Cortesia, da sempre considerato un talento, non ha ancora avuto modo di esprimersi al meglio. L’anno scorso a Trento ha avuto poche possibilità di tastare il campo avendo davanti due mostri come Lisinac e Podrascanin ma quest’anno vuole spiccare il volo. Mentre Mozic, alla prima esperienza in Italia (la scorsa stagione al Maribor), nonostante i 19 anni, era già nel mirino di moltissimi top club ma ha scelto Verona perché vuole la maglia da titolare e continuare il suo percorso di crescita. Il centrale A Verona per dimostrare il proprio valore. Cortesia non si farà sfuggire questa occasione. «Questo è un anno importante per me», dice. «Dopo una stagione a imparare dai grandi campioni voglio finalmente capire se questo talento di cui si è parlato tanto si vedrà anche in campo. Voglio riuscire a vedere se quest’anno sarà l’anno giusto per me e penso che questa sia la piazza ideale. Sono molto carico e motivato. Contento di lavorare con Stoytchev e questo staff». E aggiunge: «Abbiamo un ottimo gruppo, molto giovane, ma abbiamo imparato anche dalla nazionale che essere giovani non è sempre un demerito e potrebbe anzi essere un punto di forza e il mio obiettivo è riuscire a esprimere il mio potenziale assieme ai compagni». Cortesia, come detto, all’Europeo si è messo al collo una incredibile medaglia d’oro, motivo di grande orgoglio. «La prima chiamata in azzurro per la Vnl non me l’aspettavo», rivela, «è stata una bellissima sorpresa. Una grande emozione. Competizione molto particolare», ricorda, «eravamo in una bolla e siamo stati assieme un mese a un ritmo piuttosto elevato. Grande occasione per me e altri giovani e mi ha dato una grande mano per le convocazioni successive». E confessa. «Andare all’Europeo non è che me lo aspettassi però c’era più consapevolezza per quanto avevo fatto. Spirito? L’ho conosciuto alla Vnl e con lui ho un bellissimo rapporto, essere in sintonia con il palleggiatore è già fondamentale». Per quanto riguarda gli altri compagni di Verona Volley, invece, dice di averli conosciuti perlopiù come avversari, come Mozic. Ma quello che lo entusiasma è fare parte di una squadra giovane. «È bello perché i rapporti sono più facili, ci sono più cose in comune e si lavora molto bene. Le prime settimane qui sono state ottime e ho avuto una bellissima impressione dall’ambiente. Questo ci farà molto bene, come avere un giocatore esperto come Rapha che potrà darci una grandissima mano visto che ha proprio la mentalità del campione». La stagione partirà con Trento, la ex squadra. «Partita molto difficile, squadra ringiovanita ma di altissima qualità come Michieletto, Lavia, Sbertoli, Pinali. Per non citare i centrali. Sarà per me una grandissima emozione ma penso che potremo fare bene», assicura. Lo schiacciatore Ha già tutti i riflettori addosso. Arrivato a Verona si è subito integrato con i compagni e nel torneo di Tours, in Francia, vinto da Verona, si è scatenato: in tre partite ha totalizzato 88 punti che gli sono valsi il titolo Mvp della manifestazione. Un avvio migliore non ci sarebbe potuto essere e adesso la speranza è che si possa confermare su questi livelli anche in campionato. «Sono stato molto contento di come è andata. Questo è il mio primo anno all’estero ma ho giocato spesso con la nazionale e so cosa aspettarmi», dice. «Spero di continuare così anche in Superlega. So che sarà dura ma siamo tutti giovani e non faremo che crescere anno dopo anno e non vedo l’ora di cominciare». Su di lui ci sono grandi aspettative, ma la sensazione è che il ragazzo sia molto tranquillo e sicuro dei propri mezzi. «Io penso solo a giocare a pallavolo e a divertirmi in campo. Non ha paura di nessuno. Mi basta sapere di fare il massimo per provare a vincere. Certo, ripeto, so che non sarà semplice, ma credo in questa squadra e in questo club e sono convinto che potremo fare molto bene». Tanti i club in fila per lui, anche top club come Perugia. Ma il giovane schiacciatore sloveno ha scelto Verona. «Sì, volevo giocare», spiega. «Non mi sarebbe piaciuto andare in uno squadrone per poi restare in panchina. Voglio giocare. Per il primo anno per me molto meglio iniziare con una squadra dove essere titolare. Altrimenti sarebbe stata molto dura. Dove ho giocato sono sempre stato titolare e avevo bisogno di continuare a stare in campo e Verona è perfetta per me. Un team ideale, giovane ma con un elemento di esperienza come Rapha che ci aiuterà molto. So che questa stagione sarà molto dura per noi ma pensiamo a una partita alla volta a cominciare da Trento che ha un elemento come Michieletto che è incredibile. Ma daremo battaglia».•.

Marzio Perbellini