«Stiamo crescendo A Padova con fiducia Un’altra super sfida»

Luca Spirito al palleggio sotto gli occhi di Lorenzo Cortesia FOTOEXPRESSRok Mozic in ricezione FOTOEXPRESSLuca Spirito e Lorenzo Cortesia su MarkoVukasinovic FOTOEXPRESS
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Sta crescendo come la squadra. In regia, Luca Spirito, palleggiatore di Verona Volley, è sempre più sicuro e il suo gioco più veloce e imprevedibile. Migliorata l’intesa con l’opposto mancino Mads Jensen, buon feeling con le bande Rok Mozic e Asparuh Asparuhov e grande efficacia con i centrali. Dopo l’importante vittoria contro Ravenna per 3-1 nell’anticipo di sabato - successo che ha permesso ai gialloblù di allontanarsi dal penultimo posto, staccare i romagnoli e scavalcare, in un colpo solo, Taranto e Vibo - il regista gialloblù è raggiante. Molto soddisfatto della sua prestazione, premiato come il migliore in campo ma anche di quella dei compagni. Una vittoria fondamentale, non c’erano altre possibilità. O si vinceva o erano guai. Era la partita da vincere a tutti i costi e l’abbiamo affrontata senza troppa pressione perché se affronti una sfida del genere con tensione rischi di fare il contrario di quello che avresti voluto. Siamo stati bravi. Due set senza problemi, poi nel terzo, però, un calo pericoloso. Sì, un passaggio a vuoto che dobbiamo evitare. Ma siamo stati bravi a ripartire subito nel quarto, a lottare e a portarla a casa. La squadra sta crescendo, già a Modena, nonostante il ko, una bella prova con un bel gioco. Ma con Ravenna il rischio era paradossalmente maggiore. Vero, quando giochi con squadre come Modena, Perugia, Lube, e quelle forti in generale, la pressione ce l’hanno loro. Tu giochi senza nulla da perdere, sei più rilassato e le cose vengono meglio. In queste partite invece, dove bisogna vincere, la pressione può giocare brutti scherzi. Però con Ravenna siamo stati bravi perché l’abbiamo presa come un’occasione per portare a casa i tre punti. Sei cresciuto, migliorato. Come ti senti? Mi sento molto bene fisicamente. Si dice che il palleggiatore raggiunga il suo apice intorno ai 27, 28 anni. Ho compiuto 28 anni (30 ottobre) e quindi possiamo anche dire che ci sono, l’età è quella. Da parte tua anche delle belle difese e, con Ravenna, ben sei muri personali. Il loro principale attacco era in parallela e ce l’avevo giusto lì. Diciamo che mi sono divertito. Sei muri non li avevi mai fatti. No, in campionato no. Una volta negli juniores ne avevo fatti 7. Ma in campionato mai. Un bel record. E poi anche una bella battuta, una float spinta che può fare male. In battuta non vado a cercare l’ace, ma a mettere in difficoltà la ricezione avversaria. La classifica ora è meno angosciante: staccata Ravenna e, in un colpo solo, superate Vibo e Taranto. E adesso abbiamo Padova, un’altra partita importante. Sta giocando molto bene. E poi Piacenza e Monza. Partite dove proveremo a portare a casa punti. Poi sarà fondamentale il girone di ritorno dove non dovremo assolutamente sbagliare partite come queste.•.

Marzio Perbellini