Nbv Verona al rush finale Ma il futuro è un’incognita

Jonas Aguenier FOTOEXPRESSL’Nbv Verona dopo  la vittoria con Padova al Forum FOTOEXPRESS
Jonas Aguenier FOTOEXPRESSL’Nbv Verona dopo la vittoria con Padova al Forum FOTOEXPRESS

Il passo falso con Modena allontana Verona dalla semifinale dei play off del quinto posto. È ancora tutto possibile, la classifica è cortissima, con le squadre racchiuse in pochi punti, ma di certo Verona, ora penultima a quota 6, se vuole provare a staccare il pass per la seconda fase dovrà certamente vincere le prossime due e ultime partite, contro Milano (in trasferta) e con Cisterna, in casa. Non semplicissimo considerato che Milano sta viaggiando spedita ed è prima nel girone a 13 punti (seconda Piacenza a 10), mentre Cisterna è quarta a 7 punti come Padova, Modena e Ravenna, rispettivamente terza, quinta e sesta (a parità di punti, valgono prima il coefficiente vittorie e poi quello dei set). In semifinale, lo ricordiamo ancora una volta, accederanno le prime quattro alla fine del torneo (che mette in palio la partecipazione alla Challenge cup), dove tutte le squadre si affrontano una volta tutti contro tutti. Per i gialloblù, la semifinale è un obiettivo dichiarato, più simbolico che altro. Anche perché probabilmente la società non ha un vero interesse a un’eventuale partecipazione alla Challenge, manifestazione a cui potrà partecipare chi vincerà questi play off, coppa costosa e che adesso inciderebbe troppo sul budget del club che, ancora senza un title sponsor, non ha molti margini per programmare il futuro se non quello immediato che per ora prevede una sorta di ridimensionamento dei costi e una squadra giovane e di prospettiva. Ci sono trattative in corso con diverse realtà imprenditoriali più o meno importanti, locali e nazionali, ma al momento, anche per la difficile contingenza economica, non ci sono contratti siglati e tutto rimane in divenire. Quello che nel frattempo si augurava comunque la società in questa manifestazione era di arrivare il più lontano possibile anche per risollevarsi un po’ dopo essere stati eliminati agli ottavi di Coppa Italia, al preliminare play off scudetto e aver chiuso la stagione regolare al nono posto. Verona, che per qualche ragione ha reso meno di quanto ci si aspettava, puntava su questo torneo più che altro per rivitalizzarsi. E ci stava riuscendo: dopo i due successi di fila, con Ravenna e Padova, aveva rialzato la testa. Il ko di domenica ha però mortificato un po’ le speranze della truppa gialloblù soprattutto per come è maturata la sconfitta. Di nuovo e ancora, come tante volte in questa stagione tribolata sotto tutti i punti di vista, ha sciupato una grande occasione per fare bottino pieno sprecando troppo nei momenti clou dell’incontro. Quello di perdere contatto con il match nei momenti topici delle sfide è stato un po’ il denominatore comune della squadra di quest’anno. Forse dovuto anche al fatto di aver cambiato più volte fisionomia durante la stagione: è andato via Boyer ed è arrivato Jensen, è partito Jaeschke e Magalini è diventato titolare, è stato tesserato Zingel e ha preso il posto di Caneschi. Mutazioni che hanno determinato modifiche all’assetto della squadra che ogni volta ha dovuto rimodularsi. La stagione, comunque vada, volge al termine, Verona è ancora in corsa per agguantare la semifinale, ma a questo punto quello che preoccupa i tifosi non è tanto come la squadra chiuderà questo torneo, quanto semmai il futuro. Cosa farà la società? Il presidente Stefano Magrini ha dichiarato che l’intenzione sarà quella di puntare sulla linea verde, sui ragazzi. Ma sarà sufficiente per affrontare in modo dignitoso un campionato sempre più competitivo e con le dirette avversarie molto attive sul mercato e sempre più attrezzate? C’è la paura di disperdere un patrimonio sportivo faticosamente realizzato nel corso di questi anni. •

Marzio Perbellini

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